martedì 18 settembre 2018

Carissimi e miei nipoti


        siete ancora talmente giovani, ancora e quasi come il qui presente vostro nonno, che potreste essere ancora in grado di accettare un suggerimento o, forse, un consiglio. Ci sta che travolti dall’affanno di crescere, dall’ansia del sapere e dalla necessità del conoscere vi ritroviate inconsciamente travolti da refoli di vento se non addirittura da furiose tempeste. Non vi spaventate! Non vi spaventate troppo! Ma un pochino spaventatevi soprattutto se vi sentite presi per il collo e trascinati dove non vorreste andare: ad esempio essere trascinati verso verità assolute di tutti i tipi… solo perché, sappiatelo, di verità e per di più assolute non ne esistono in questa galassia. Ho scritto ‘presi per il collo’ per rispetto alla vostra tenera età… è bene lo sappiate subito: ci sono altre parti del corpo dove potreste essere più vulnerabili. Tenetele al sicuro! Sentirete dire che sono state scritte grandi cose, pensati enormi pensieri, inventate storie fantastiche. Non solo le sentirete dire ma le leggerete, le vedrete con i vostri occhi e giurerete di essere in grado di …metterci la mano sul fuoco. Il quale come si sa brucia più di una delusione! Per non deludervi o bruciarvi le dita bisogna andare più a fondo possibile nelle cose. Qui ci vuole un esempio. Un tale che fu chiamato erroneamente Cartesio, in realtà si chiamava Renè Descartes, pare avesse detto, tra le tante, questa frase memorabile, (in latino perché questa lingua fu per secoli l’inglese di oggi…e che io sia perdonato per questo paragone blasfemo) dunque, dicono avesse detto: “Cogito ergo sum”. Siete abbastanza grandi da capirne il senso! Solo che non disse solo queste parole ma ne espresse prima un'altra fondamentale! E fu “Dubito” aggiungendo un “ergo cogito ergo sum”.
Ecco in una sola parola, il mio fresco e giovanile consiglio! Anteponete sempre a qualsiasi vostro pensiero prima che si trasformi in una catena di pensieri o in una azione, questo concetto espresso in una solo parola: ‘dubito’. Attenzione, però! Dubito non vuole dire ‘non credere’. Sarebbe troppo facile! ‘Dubito’ esprime la necessità categorica che vi deve obbligare ad approfondire ciò che credete di aver capito… quando questo ‘aver capito’ vi nasca da vostre letture o da informazioni percepite. Credo che questo sia il solo modo per costruire voi stessi, da soli! Ed a questo proposito, mi raccomando, usate questo consiglio anche, e soprattutto, verso la costruzione di voi stessi! Qualcuno potrebbe suggerire che questo ‘modus vivendi’ vi creerà insicurezza e ansia. No! La continua riflessione su voi stessi sarà la vostra forza! Soprattutto se la alimenterete con l’unico cibo che la nostra società vi mette a disposizione: la lettura!
La vostra età vi offre di conoscere meravigliose storie del passato. Dai grandi ed antichi testi filosofici, spesso trasformati da balordi pseudo interpreti in religioni dandovi per certe risposte alle eterne domande dell’uomo spesso divertentemente balorde, quando non imposte con le armi, fino a gustose intelligenti e grandi storie che, nel raccontare vicende umane vogliono, in realtà, dire tutt’altro! Vi cito tra tante migliaia quella del Cervantes con il suo Don Chisciotte, ed anche, pur appartenendo ad un mondo apparentemente diverso dal nostro, il ‘ Viaggio in occidente’ di Wù Cheng en; uno spagnolo ed un cinese vissuti quattrocento anni fa!
Potrei anche andare un po’ più indietro nel tempo con l’antico Omero, con i suoi eroi e i suoi dei nella guerra di Troia, parlandovi della bellezza della sua poesia che sembrava avesse a che fare con la realtà dei fatti narrati. Tant’è che quella storia avvenuta poco più di tremila anni fa, viene più realisticamente raccontata da un tale Ditti di Creta. Nonostante che già allora si parlasse del ‘paradosso del mentitore’, infatti attribuito a tal Epimenide si diceva che ‘Tutti i cretesi sono bugiardi’. Scoperti ai tempi di Nerone in una tomba in quel di Creta, rotoli di corteccia di tiglio su cui, il Ditti di Creta, aveva scritto in greco ma con caratteri fenici, la storia della guerra di Troia, così come lui l’aveva vissuta, da soldato al comando del re Idomeneo! Ne leggerete delle belle! Tanto per cominciare il famoso e poco serio Paride non si chiamava Paride ma Alessandro…. Achille non era invulnerabile, non morì colpito da una freccia nel tallone ma ucciso a tradimento con un colpo di spada in un tempio dedicato ad Apollo, dove Troiani e Greci, di tanto in tanto, andavano insieme a pregare!
Cari ragazzi! Leggete, leggete…e soprattutto leggete di tutto! Solo così alimenterete la vostra ricerca! A cosa vi porterà tutto questo? Ve lo faccio dire da un grande poeta romano… (che in quest’epoca di gente cogliona val la pena di specificare che era un immigrato dalla Spagna a Roma!) Il suo nome latinizzato era, Marco Valerio Marziale, visse nel 1° secolo d.C. e scrisse che:” Non vivere est, sed valere vita est. La vita non è vivere, ma star bene è vita.” E per star bene si deve, sempre, cercar di capire la vita.
Auguri a tutti noi che siamo ragazzi!

*testo pubblicato su JollyRoger Magazine. 

martedì 2 agosto 2016

I cinesi vengono da un altra galassia!


Leggendo e rileggendo gli antichi testi della filosofia cinese mi venne in mente di immaginare che chi avesse pensato e poi praticato e quindi riassunto in un unico testo le riflessioni sulla saggezza e la conoscenza degli antichi cinesi, come nel Tao Té ching - più meno redatto nel 400 a.C. avrebbe dovuto essere testimone di una straordinaria immensa tragedia. Ad esempio l'approdo sulla terra provenendo da chissà dove. Vi sono scritti dei pensieri talmente profondi e rivoluzionari che nonostante le traduzioni e le interpretazioni colpiscono per la loro incredibile verità. Tutto questo messo in rapporto a ciò che è accaduto nel mondo nei secoli successivi. Le interpretazioni sagge che accompagnano ad esempio questo testo, nella ed. Utet, 'Testi Taostici' sono indirizzate sempre in chiave filosofico, religioso e mistico. Nel primo libro del Chuang tzu, primo capitolo si legge:
"...esseri sovrannaturali hanno carne liscia come ghiaccio e pelle come la neve, sono gentili e riservati come vergini. Non mangiano i cinque cereali, ma aspirano il vento e bevono la rugiada. Montando le nubi e i vapori e guidando i draghi volanti vagano al di là dei quattro mari. Concentrando i loro poteri sovrannaturali fanno si che le creature sfuggano a malanni e pestilenze e che le messi maturino ogni anno."

Mito, fantasia, ricordo....

Nel maggio del 1949 C.G.Jung presenta una sua versione del più "misterioso" ( e del più sballottato) dei testi taoisti cinesi 'Il libro dei mutamenti- I King'. A questa presentazione segue quella, datata 1923, del sinologo e traduttore Richard Wilhem.
Al di là di ogni interpretazione, la lettura di una lettera del gesuita Matteo Ricci (1552-1610) che raccontava la scoperta di questo libro e ne descriveva i 64 esagrammi, fece venire in mente a Gottfried Leibniz,( 1647-1716) l'esistenza del calcolo binario. Io ho sempre pensato che i 64 esagrammi de I King fossero stati pensati come linguaggio adatto ad un particolare computer, da noi ancora da inventare. Linguaggio utilizzabile per scoprire il "de rerum natura". Il perché delle cose.

James Watson, lo scopritore del DNA, scrive (pag.26 de ' Il DNA e il segreto della vita' (La biblioteca di Repubblica):
"Un paio di mesi dopo Crick insieme a Sidney Brenner realizzò un elegante esperimento genetico che dimostrava come i gruppi base che codificano per un amminoacido ( Gli amminoacidi sono le unità costitutive delle proteine) hanno tre elementi: non qualche volta due e qualche volta tre, ma sempre gruppi di tre. Se i tipi base sono quattro e un gruppo ne ospita tre, esistono 4x4x4= 64 combinazioni diverse."
Forse aveva ragione Frytioff Capra ad indagare nella più antica saggezza cinese!

I nostri computer funzionano grazie a Leibniz.
64 bit possono codificare 18.446.744.073.709.551.616 informazioni. 


64 esagrammi. 64 combinazioni, 64 byte: per questo, secondo me i cinesi vengono da un'altra galassia!I cinesi vengono da un altra galassia!

Leggendo e rileggendo gli antichi testi della filosofia cinese mi venne in mente di immaginare che chi avesse pensato e poi praticato e quindi riassunto in un unico testo le riflessioni sulla saggezza e la conoscenza degli antichi cinesi, come nel Tao Té ching - più meno redatto nel 400 a.C. avrebbe dovuto essere testimone di una straordinaria immensa tragedia. Ad esempio l'approdo sulla terra provenendo da chissà dove. Vi sono scritti dei pensieri talmente profondi e rivoluzionari che nonostante le traduzioni e le interpretazioni colpiscono per la loro incredibile verità. Tutto questo messo in rapporto a ciò che è accaduto nel mondo nei secoli successivi. Le interpretazioni sagge che accompagnano ad esempio questo testo, nella ed. Utet, 'Testi Taostici' sono indirizzate sempre in chiave filosofico, religioso e mistico. Nel primo libro del Chuang tzu, primo capitolo si legge:
"...esseri sovrannaturali hanno carne liscia come ghiaccio e pelle come la neve, sono gentili e riservati come vergini. Non mangiano i cinque cereali, ma aspirano il vento e bevono la rugiada. Montando le nubi e i vapori e guidando i draghi volanti vagano al di là dei quattro mari. Concentrando i loro poteri sovrannaturali fanno si che le creature sfuggano a malanni e pestilenze e che le messi maturino ogni anno."

Mito, fantasia, ricordo....

Nel maggio del 1949 C.G.Jung presenta una sua versione del più "misterioso" ( e del più sballottato) dei testi taoisti cinesi 'Il libro dei mutamenti- I King'. A questa presentazione segue quella, datata 1923, del sinologo e traduttore Richard Wilhem.
Al di là di ogni interpretazione, la lettura di una lettera del gesuita Matteo Ricci (1552-1610) che raccontava la scoperta di questo libro e ne descriveva i 64 esagrammi, fece venire in mente a Gottfried Leibniz,( 1647-1716) l'esistenza del calcolo binario. Io ho sempre pensato che i 64 esagrammi de I King fossero stati pensati come linguaggio adatto ad un particolare computer, da noi ancora da inventare. Linguaggio utilizzabile per scoprire il "de rerum natura". Il perché delle cose.

James Watson, lo scopritore del DNA, scrive (pag.26 de ' Il DNA e il segreto della vita' (La biblioteca di Repubblica):
"Un paio di mesi dopo Crick insieme a Sidney Brenner realizzò un elegante esperimento genetico che dimostrava come i gruppi base che codificano per un amminoacido ( Gli amminoacidi sono le unità costitutive delle proteine) hanno tre elementi: non qualche volta due e qualche volta tre, ma sempre gruppi di tre. Se i tipi base sono quattro e un gruppo ne ospita tre, esistono 4x4x4= 64 combinazioni diverse."
Forse aveva ragione Frytioff Capra ad indagare nella più antica saggezza cinese!

I nostri computer funzionano grazie a Leibniz.
64 bit possono codificare 18.446.744.073.709.551.616 informazioni. 

64 esagrammi. 64 combinazioni, 64 byte: per questo, secondo me i cinesi vengono da un'altra galassia!

sabato 9 luglio 2016

Non è propaganda all'ateismo!




No, non lo é ! E non lo vuol essere. La mia è solo una considerazione circa un modo di porsi che molte persone, dal loro punto di vista giustamente, hanno di fronte a quella che a loro sembra essere realtà. Sembra essere? Direi di si. La realtà non è l'oggi. La realtà è l'ieri, l'ieri altro ...il passato prossimo e quello remoto! La realtà è quella che mi apparirà un domani con la mia umana visione del passare dei miei giorni. Stabilito questo punto, mi domando il perché si deve sostenere che chi come me, e forse siamo in diversi, non ha fede in nessun tipo di religione, debba dichiararsi rispettoso della religiosità altrui. Ed anche si trovi in dovere di farlo chi crede in una propria fede. Il non provare rispetto non significa opposizione; lo diventa quando si tenta di opprimere con ogni esecrabile mezzo la mia visione della vita. Guardiamo al passato, e non solo, di ogni filosofia religiosa e scopriamo incredibili barbarie e strazianti carneficine. Tutte le religioni si trascinano dietro storie mostruose. L'umanità che si auto definisce religiosa si è fatta condurre in spaventose carneficine da farabutti che sono riusciti ad ammaliarla imponendo 'insensate' visioni della vita che stavano vivendo. Tutte, nessuna esclusa queste affiliazioni strabilianti, hanno accumulato tesori spaventosi utilizzati non al benessere degli umani e degli altri viventi, ma solo ad affermare con tutti i mezzi possibili la loro singola potenza. L'unico vantaggio e non da poco è stato che alcuni geni ispirati da tali affermazioni di potere hanno creato capolavori d'arte di tutti i tipi, su cui tutte le religioni ci si sono sedute sopra quasi fossero dimostrazioni delle loro verità! Ripeto, l'accumulo di questi tesori non sono stati usati, né lo sono tutt'ora, per debellare la fame e la sete dal mondo, per istruire ed acculturare i popoli, anzi! Mi dispiace in fondo dover esplicitare questo mio pensiero, ma vedere usare una pezzuola per coprire i capelli di una donna, che niente ha a che fare, con un particolare mondo religioso, in nome di un ipotetico 'rispetto', fare qualsiasi altro gesto che vada sotto il termine del 'rispetto', trovo che sia offensivo nei confronti di tutta quella umanità che, secondo me è stata violentata e ingannata e di quell'inganno ha sofferto senza essere aiutata a capire la bellezza della vita.

mercoledì 15 giugno 2016

non si muore mai

Per chi, caso mai ne avesse voglia e volesse  dare una occhiata al mio nuovo libro dal titolo
 " Non si muore mai",  questo di seguito ne è

                                           L'antefatto


Racconta Yataka, libro medievale indiano, delle vite precedenti alla nascita di un uomo il cui nome era Siddhārtha Gautama in arte Buddha........Un tempo, quando a Benares regnava Brahmadatta, al futuro Buddha capitò, una volta, di rinascere nella regione del Himalaya come scimmia, forte come un elefante, pieno di vigore e di prestanza, stabilì la sua dimora nella foresta,
presso un’ansa del Gange. A quel tempo nel Gange viveva un coccodrillo...
Ora, se la sorte aveva riservato al Buddha la possibilità di ricordare o di far ricordare ad un qualsiasi cronista tutte le sue vite passate, per quale ragione io, che ho la capacità di ricordare e descrivere, finché son vivo, tutte o quasi tutte le mie vite passate, non dovrei farlo?!
Una volta, si narra, che il Buddha fosse rinato figlio di un re che aveva sedicimila mogli... A me non è mai capitato, né rinascere come figlio di tal re, né purtroppo rinascere come ilsuccitato re. Però, sedicimila mogli! Vorrebbe dire anchesedicimila suocere. Se ogni moglie avesse partorito un figlio...averne amata una, anzi quasi due, ogni ora per trecentosessantacinque giorni, almeno una volta l'anno...e bravo questo re! Forse meglio diluirle nel corso di una vita.
In ogni caso gli ci sarebbe voluta una reggia delle dimensioni di un paese di media grandezza per ospitare tutte queste signore, servitù compresa. Va bene che l’India è grande! Di certo molto più grande è la fantasia e l’intelligenza che questo straordinario paese è stato capace diesprimere nel corso dei millenni.
Ora, prima di cominciare a narrare delle mie vite passate, sempre che, oltre a me, la cosa possa interessare qualcuno, a riprova di come la speranza sia l’ultima a morire, ci si può domandare il perché sia necessario pensare una giustificazione al come mai si creda di dover rinascere.
Cominciando magari col chiedersi dove sia la sala d’aspetto nella quale un chiunque, ovviamente già vissuto, aspetti di rinascere.
Inoltre, io ritengo che qualcuno dovrà pur tenere un registro, una contabilità, un brogliaccio su cui annotarsi i passaggi di ogni singolo individuo e magari indicarne la futura destinazione. Possibilmente, seguendo alcune credenze registrarne i perché, le motivazioni, i premi o le condanne. Grande software e grandissimo hardware! Che non ci siano dei perché, vista la meravigliosa complessità della natura, mi sembrerebbe uno spreco d’intelligenza. Sempre che 'l'intelligenza' sia qualcosa di diverso da una nuvola passeggera! Ho l’impressione che nelle future vite ci siano degli improvvisi bagliori che riportano alla memoria ricordi o immagini di chissà quale vita passata, e questa è cosa assai diffusa.
“Oh, dove l’ho vista quella?” E poi: “ma qui ci sono già stato” Trattandosi magari di un posto lontano le mille miglia da dove, chi si pone la domanda, viva normalmente. “Il dove ho già visto quella” a me capita spesso o, forse più sinceramente, a causa dei miei continui innamoramenti, trovo in questa domanda una giustificazione ai miei improvvisi rossori! Come se ogni mio nuovo stato di beatitudine trovasse i suoi perché nell’assemblaggio di segni che per la loro bellezza si sono incisi nelle mie tante memorie. Esistono dunque tante memorie oppure ce n’è una sola, magari residente in quello strano “aggeggio” a cui molti di noi danno il nome di cervello. Lo stesso aggeggio che, se rivestito a festa, viene chiamato addirittura 'anima'?
Mi piacerebbe aver chiarito a me stesso questo concetto, prima di avventurarmi nella cronaca delle mie vite passate. Se stessi col mio io nella suddetta sala d’aspetto in attesa di una nuova destinazione, mi domanderei se io e la mia anima/cervello siamo la stessa cosa? Non voglio scomodare Gesù o il Buddha e magari Platone, e Bruno e poi Cartesio o Spinoza, più un qualche miliardo di uomini e donne che ne professano la fede o ne studiano il pensiero, anche perché secondo me, tutti quanti, hanno già creato abbastanza confusione. Ma ammessa e concessa, per puro divertimento, la rinascita, diversamente cosa starei raccontando, la mia signora anima o il signor cervello che fanno, cosa pensano, si nutrono di qualcosa... e se lo fanno, digeriscono anche... Cosa che tra l'altro è stato recentemente scoperto che lo stesso cervello produce spazzatura e la elimina attraverso una serie di canaletti che lo aiutano a tenersi sempre fresco e pulito. Che producesse spazzatura, era noto! In questo terremoto della scienza mi viene una soluzione di tipo poetico, sufficientemente irrazionale da sembrare vera. Invece del suono di un gong o dello squillo di un campanello che mi indirizzi alla nuova vita da vivere, qualcuno o qualcosa fa sbattere insieme due semplici sassi, ne scaturisce una scintilla e illuminando il buio della mia non vita, lei, la scintilla, si presenta porgendomi la mano e dicendomi “Salve! Sono la tua nuova anima, alias cervello; in altre
parole, vita” A questo punto, un mio solo progenitore, fornito di codino, parte a razzo e va a far centro nella mia progenitrice, uno solo su decine di migliaia. Il che mi fa sorgere un dubbio... un po' come se leggendo un solo qualsiasi libro si potesse vedere tutto il mondo. Non ho mai capito perché non vanno tutti insieme a fare il loro mestiere: unirsi ad un ovuletto e creare una vita! Se lo facessero insieme ci sarebbero più possibilità di avere tutta la cultura di tante memorie. Invece, uno solo da il via ad una moltiplicazione vorticosa, nella quale cresco e dalla quale, non senza fatica mia e di ma mére, esco lì da dove pochi mesi prima, mon pére, era entrato creando un grande giubilo. Il problema, come in un altro miliardo di cose, non è credere in una qualsiasi cosa. Forse il problema è capire la verità delle cose.
..................................................................................................
Noi siamo così abituati a credere, più che altro per pigrizia, che non sarà difficile trovare qualcuno che sia pronto a giurare sulla verità di qualsiasi cosa che venga ben enunciata e descritta. Magari come nel mio 'Non si muore mai'! Certo che, almeno per chi non mi crede, a me resta la speranza che di essere riuscito a fargli spuntare un sorriso. Neppure quello!? Beh, diversamente posso sempre sperare in una sua rinascita, ed in una sua nuova lettura del 'Non si muore mai'!


venerdì 13 maggio 2016

Dei diritti civili e dell'amore.



I commenti scatenati dalla legge sui diritti civili mi hanno fatto ritornare ad una mia visione delle cose. In sintesi trovo che quando si parla di fedeltà obbligatoria in un rapporto legalizzato d' amore mi vengono i brividi sulla schiena! Un rapporto d'amore non legalizzato è forse libero da doveri di fedeltà?! Se si sa, con profonda convinzione, cosa si dice quando si parla di 'amore' l'unione a questa parola con 'l'obbligo alla fedeltà' mi appare come una terribile mostruosità.
Ovviamente quando parlano di fedeltà si riferiscono alla sessualità. Amore, amare e sessualità sono, per loro, un tutt'uno imprescindibili. Essi pensano che solo l'atto sessuale sia il fulcro, il centro, la sostanza dell'amarsi. Aggiungono poi che questo debba avvenire esclusivamente tra sessi diversi. Tant'è che nella recente legge che garantisce pari diritti alle unioni omosessuali, il dovere alla fedeltà è escluso. Ma veramente non si può amare una persona e da questa essere riamati solo se tra i due c'è un rapporto sessuale? Se le tante religioni che hanno costretto gli esseri umani alle più incredibili credenze inculcando l'odio/paura per il sesso, con la proibizione a rapporti di sesso ...grande arma di dominio sugli umani, pari a quella della paura sulla morte...fosse stata indirizzata all'odio ed alla conseguente idiota imposizione sul consumo del cibo...noi tutti saremo più magri e ci sarebbe vietato 'consumare il cibo' con altre persone a cui non si fosse legalmente uniti. Invece di punire e perseguire la pornografia si punirebbe l'arte culinaria e Play Boy sarebbe una vietatissima rivista di ricette di cucina! Il suddetto odio avrebbe potuto riversarsi sull'uso delle mutande o delle scarpe. Queste assurdità per sottolineare che l'amore ed il sesso sono cose complementari ed assai diverse tra loro: se due persone si amano e sanno cosa significa profondamente coltivare il loro amore, sono l'una per l'altro - cambiamo liberamente le vocali finali- sono talmente integrate che l'essersi fedeli non ha nessun senso. Non c'è niente, tanto meno una legge, che li obblighi ad esserlo. La cosa non li sfiora nemmeno.
If..( per gli anglofoni) Se uno dei due si trova nella condizione mentale e fisica di credere necessario un rapporto sessuale con altro/a partner, questo può benissimo dipendere da una 'crepa' del suo rapporto 'fisso'. Insoddisfazione, curiosità, voglia di trasgressione, attrazione verso il diverso/a, occasione, volontà di prevalere...quando sorgono queste ed altre motivazioni non c'è dubbio che 'l'amore' vacilla. Vacilla e s'incrina anche perché nel nostro dna è stato inculcato il concetto del pentimento/perdono in primis verso se stessi e poi verso gli altri, cosa che facilita ogni divagazione.
Se invece l'amarsi profondamente fosse fin dall'inizio della nostra vita capito e coltivato, con tanta cura verso noi stessi si potrebbe capire che per dire di 'amare' una altra persona non è indispensabile avere con questa rapporti sessuali. Questo eviterebbe anche usare palliativi del tipo 'ti voglio bene' ed altri che non hanno la stessa profondità della parola amore.

Si da una enorme importanza al rapporto sessuale legandolo necessariamente alla procreazione e non come è diventato nel corso dei millenni, per l'umanità', legato ad un 'bisogno' fisico la cui realizzazione è portatrice di ottima salute e benessere. Come un regolare bisogno di cibo, di movimento fisico surrogato nel tempo da culture che tendano a elogiare la bellezza, esaltare la gioventù, cercare il piacere. Mancare alla conformità della fedeltà sessuale tradisce l'amore e l'amare? Secondo Jean Paul Sarte e Simone De Beauvoir ...si erano giurati fedeltà in amore, e libertà sessuale! Erano certamente due esseri intelligenti, educati e di grande cultura, praticamente senza catene. Così l'unico obbligo, l'unica catena non dipende da una qualsiasi legge ma dalla forza dei sentimenti e se questi sono compresi, partecipati ed indistruttibili, debbono liberare dallo stabilire con chi si deve andare a tavola, che tipo di mutande indossare, con chi avere un rapporto sessuale.

lunedì 18 aprile 2016

Capire la realtà

mi piacerebbe sapere come fa un normale cittadino che riceve una moltitudine indistinta di informazioni a distinguere una qualche traccia di verità che gli consenta di scegliere non tra un bene od un male ( essendo questo impossibile) ma tra un peggio ed un meno peggio.
Oltretutto deve abituarsi ad ascoltare enunciazioni in lingua italiana dove per strane cacofonie o per assodati modi di dire vengono usate parole che, vocabolario alla mano, hanno significati in molti casi, contraddicenti. Uno per tutti il termine 'umanitario' con cui si descrivono terremoti, naufragi e schifezze di ogni genere. Un naufragio di poveri esuli viene descritta come una 'catastrofe umanitaria.' Roba talmente idiota da inveire contro un qualsiasi dio protettore di vocabolari. Umanitario non mi stancherò mai di dirlo e scriverlo, significa 'a favore dell'umanità'. 
Cosa che non credo sia un naufragio a meno che su quel gommone non si trovi la più alta percentuale di governanti di questa terra!
Anche e purtroppo in questo caso si tratterebbe di una 'catastrofe umana'.
Quando addetti alla comunicazione parlano potrebbe essere indispensabile avere a disposizione un traduttore istantaneo che espliciti il pensiero che realmente si nasconde dietro a certe parole o immagini. Esempio: uno spot televisivo di una auto sportiva... velocità, linea, consumo, un culetto femminile, strada velocemente percorsa... il messaggio intrinseco è: con un auto così di culetti ne puoi avere quanti ne vuoi. Pare possibile?! Anche nella comunicazione di un formaggino o di un olio la rappresentazione di una femminuccia, meglio se parzialmente ignuda, è indispensabile. Un male? Un bene? Né l'uno né l'altro! Solo messaggi mistificanti la realtà. Un ministro è una bella e giovane donna, avvocato, parla deliziosamente e sembra sempre sapere cosa sta dicendo. L'immagine trasmessa è lo scollo della camicetta. Perché il cameraman è un uomo? Se qualcuno è indotto a pensare che io sia refrattario ad un bel corpo femminile in mostra, sbaglia! La mia filosofia al riguardo si esplica con una sola espressione: avercene! Quante e più belle che si possano immaginare ma non in sostituzione di un consumo di carburante o del gusto di un formaggino!
Salire su un pulpito è parlare di valori civili, di leggi da rispettare con parole degne della miglior retorica, mentre in realtà il relatore sta cercando di ricordarsi dove ha nascosto l'ultimo miliardo rubato, in quale stato, in quale banca. Oppure la dolce signora televisiva che parla alle mamme di una felice educazione da impartire ai figli ricordando l'ultima marchetta che l'ha resa ricca e famosa.
Vediamo strette di mani tra onnipotenti presidenti e dittatori di ogni risma e noi, affondati nella nostra poltrona un pò stinta ci domandiamo come diavolo sia possibile che due esseri umani possano fingere, in nome della reciproca economia, al reciproco schifo. 'Pecunia non olet' dicevano gli intelligentissimi latini.
Ed io, seduto in poltrona più comodamente sul che sul davanzale di una finestra, aspetto kafkianamente il risolutivo messaggio dell'Imperatore, sapendo che il relativo messaggero non arriverà mai oppure, quando arriverà non mi troverà più.

Ma come fa un semplice cittadino a capire dove sia la verità?mi piacerebbe sapere come fa un normale cittadino che riceve una moltitudine indistinta di informazioni a distinguere una qualche traccia di verità che gli consenta di scegliere non tra un bene od un male ( essendo questo impossibile) ma tra un peggio ed un meno peggio.
Oltretutto deve abituarsi ad ascoltare enunciazioni in lingua italiana dove per strane cacofonie o per assodati modi di dire vengono usate parole che vocabolario alla mano hanno significati in molti casi, contraddicenti. Uno per tutti il termine 'umanitario' con cui si descrivono terremoti, naufragi e schifezze di ogni genere. Un naufragio di poveri esuli è una catastrofe umanitaria. Roba talmente idiota da inveire contro un qualsiasi dio protettore di vocabolari. Umanitario non mi stancherò mai di dirlo e scriverlo, significa 'a favore dell'umanità'. Cosa che non credo sia un naufragio a meno che su quel gommone non si trovino la più alta percentuale di governanti di questa terra!
Anche e purtroppo in questo caso si tratterebbe di una catastrofe umana.
Quando addetti alla comunicazione parlano potrebbe essere indispensabile avere a disposizione un traduttore istantaneo che espliciti il pensiero che realmente si nasconde dietro a certe parole o immagini. Esempio: uno spot televisivo di una auto sportiva... velocità, linea, consumo, un culetto femminile, strada velocemente percorsa... il messaggio intrinseco è: con un auto così di culetti ne puoi avere quanti ne vuoi. Pare possibile?! Anche nella comunicazione di un formaggino o di un olio la rappresentazione di una femminuccia, meglio se parzialmente ignuda, è indispensabile. Un male? Un bene? Né l'uno né l'altro! Solo messaggi mistificanti la realtà. Un ministro è una bella e giovane donna, avvocato, parla deliziosamente e sembra sempre sapere cosa sta dicendo. L'immagine trasmessa è lo scollo della camicetta. Perché il cameraman è un uomo? Se qualcuno è indotto a pensare che io sia refrattario ad un bel corpo femminile in mostra, sbaglia! La mia filosofia al riguardo si esplica con una sola espressione: avercene! Quante e più belle che si possano immaginare ma non in sostituzione di un consumo di carburante o del gusto di un formaggino!
Salire su un pulpito è parlare di valori civili, di leggi da rispettare con parole degne della miglior retorica, mentre in realtà il relatore sta cercando di ricordarsi dove ha nascosto l'ultimo miliardo rubato, in quale stato, in quale banca. Oppure la dolce signora televisiva che parla alle mamme di una felice educazione da impartire ai figli ricordando l'ultima marchetta che l'ha resa ricca e famosa.
Vediamo strette di mani tra onnipotenti presidenti e dittatori di ogni risma e noi, affondati nella nostra poltrona un po' stinta ci domandiamo come diavolo sia possibile che due esseri umani possano fingere, in nome della reciproca economia, al reciproco schifo. 'Pecunia non olet' dicevano gli intelligentissimi latini.
Ed io, seduto in poltrona più comodamente che sul davanzale di una finestra, aspetto kafkianamente il risolutivo messaggio dell'Imperatore, sapendo che il  messaggero non arriverà mai oppure, quando arriverà, non mi troverà più.
Ma come fa un semplice cittadino a capire dove sia la verità?

domenica 27 marzo 2016

Nei giorni in cui bande di criminali modernamente organizzate spargono dolore inutile - sempre che il soffrire sia utile a qualcuno- mi sovviene, direbbe il poeta, quanto avviene in buona parte del mondo in cui altrettante bande di criminali ben assestate il grattacieli di cristallo, seminano morti fame e terrore per appropriarsi di ricchezze altrui. Non impegnandosi direttamente ma operando per 'corrispondenza'. Chi rifornisce di armi questi corrispondenti, queste bande di umani sbandati umanamente, con cosa le comprano, con che soldi corrompono intere etnie altresì chiamate 'repubbliche'?
La chiamano anche 'columbite'. Sembra un nome pacifico che evoca un volatile portatore di rametti di ulivo. Non è così. Unita ad un altro minerale battezzato 'tantalite' costituisce una indispensabile polvere utilizzata per costruire acciai inossidabili, superconduttori elettromagnetici e poi nell'industria elettronica per telefoni cellulari e computer. Il cosiddetto 'coltan'.A queste bande di criminali che operano la maggior parte tra il Congo ed il Rwanda, quasi a dare un nome alla loro azione viene anche offerto il paravento di una tra le più diffuse religioni del mondo. Lo stesso paravento viene adottato da un numero notevole di altre bande criminali. Il dolore nasce anche dal rendersi conto che esistono uomini e donne giovani talmente ignoranti che si fanno strumentalizzare al punto tale da trasformarsi in assassini di massa e, per fortuna, suicidarsi. Oltre al petrolio e ad altri oggetti di 'culto' per questi abitatori di grattacieli di cristallo, da pochi anni si è aggiunto il preziosissimo 'coltan'. Molto innocentemente io che uso un cellulare sono complice sia dei ricchissimi burattinai che degli impugnatori di esplosivi che sono definiti 'terroristi'. E' mai possibile che in questo andare e venire nell'universo, tra Marte e Saturno, in questo uscire dal nostro sistema solare non si riesca a trovare qualcosa che rapidamente sostituisca questi 'terribili oggetti di culto'? Che significa augurare "Buona Pasqua"?

mercoledì 23 marzo 2016

sul rispetto delle religioni

nel pomeriggio di ieri sono stato invitato, su fb, ad aver più rispetto per le religioni, con una aggiunta polemica di un 'se mi fosse riuscito'. Tornato a casa ho trovato nella cassetta delle lettere un piccolo depliant dei
 testimoni di Geova. Mi si invitava a partecipare ad una riunione con tema "Tu sarai in Paradiso". Sulla parte alta del foglietto c'era scritto ' evento gratuito'.
Almeno nell'invito!
Credo fermamente che nel loro complesso la nascita delle religioni sia stata una prima risposta che l'uomo, appena cosciente di se, si sia dato alla domanda fatidica del perché della sua esistenza e della esistenza del mondo che lo circondava. Alcune migliaia di anni fa.
Nel loro insieme le religioni e le loro evoluzioni mi hanno sempre interessato così come fin dai tempi del liceo mi ha interessato la storia della filosofia. In particolare quelle religioni che hanno favorito lo spirito umano ad esprimersi in forme d'arte di straordinaria civiltà. Ho amato molto tutti quei pensatori che senza il sussidio della scienza moderna, hanno intuito verità profonde. Da Leucippo a Democrito fino al grande Lucrezio per arrivare a Galilei e Bruno e via narrando. Nel trascorrere del tempo tutte le religioni si sono istituzionalizzate creando dei regni dalle mura rigidamente inossidabili.
Mi rimase particolarmente impressa la lettura e (modestamente) lo studio della indiana Bhagavad Gita. Qui un re, Arjuna passa in rivista due eserciti schierati l'un contro l'altro in battaglia, a bordo di un cocchio che per auriga ha Krishna. Arjuna chiede al dio Krishna se non gli fa rabbia vedere tanti uomini che pregano Dei diversi da lui. Krishna risponde che non prova nessuna rabbia sempre che la loro preghiera sia espressa con fede.
Straordinariamente bella questa risposta! Aggiungerei soprattutto quando la preghiera esprime un ringraziamento al Dio di riferimento per tutto ciò che la vita offre. Quando invece la preghiera chiede aiuto per sconfiggere il nemico, ritengo che ci vorrebbe un Dio che in quanto tale intervenisse per punire l'orante! Mi sovviene che sia stato solo nel 1960, circa, d.C che un Papa Cattolico cancellasse dalla fine della Messa un insulto al popolo ebraico accusato di omicidio nei confronti del figlio di Dio. Le cosiddette istituzioni religiose, autentiche multinazionali ante litteram, non hanno mai nel corso della storia cercato un sincretismo che impedisse ai vari fedeli un approfondimento di conoscenza tale da distinguere tra mitologia e fede, traducendo quest'ultima in un sistema di vita pacifico, umanamente e fraternamente produttivo. Inutile sottolineare che al contrario sono scese in guerra tra di loro o hanno prestato le loro bandiere a questo o a quell'altro esercito in armi. L'unico accordo tra di loro s'è avuto solo quando si è trattato di battersi contro la ricerca scientifica della conoscenza del mondo in cui l'umanità vive.

Ecco perché mi viene facile rispettare l'uomo che prega una riconoscente preghiera a qualunque dei suoi Dei, e non rispettare minimamente tutte le istituzioni religiose che altro non sono, in molti casi, che multinazionali dell'inganno. Quindi il mio rispetto verso l'uomo di qualsiasi fede religiosa nel suo rapporto esclusivo con il suo Dio, ma nessuna fiducia e nessun rispetto verso le chiese che amministrano negativamente le varie fedi.

martedì 22 marzo 2016

non ci resta che...

fare cosa? Ridere, piangere, maledire, sghignazzare ...o cosa fare?Mi stavo facendo la barba, quando d'improvviso la radio interrompe le trasmissioni e con tono drammatico annuncia l'ennesimo attentato. Addirittura in un aeroporto ed in un vagone della metro. Quanti morti? 
Adesso, oppure contiamo quelli di ieri, di ieri l'altro e via scavando? Gente inerme che muore per una qualsiasi illuminante idiozia. 
Sull'inerme avrei un piccolo appunto da fare non ad un individuo o ad un altro ma all'insieme della gente. Oggi, la gente, ha un'arma che caricata di conoscenza della storia metterebbe al tappeto qualunque idiozia e qualsiasi idiota. Questa arma potrebbe chiamarsi democrazia e le pallottole potrebbero essere la partecipazione totale alle elezioni. Il non andare a votare disarma la democrazia. La democrazia è in cima ad una strada lunghissima.
L'umanità, come disse Lucrezio a Memmio, religione refrenatus e con una enorme altra massa di freni, sta appena appena intravedendo l'inizio del viottolo che, un domani, la porterà sulla strada che porta alla democrazia.
Nel recente incontro tra due capi di stato che non si parlavano da ottant'anni si sono rinfacciati la mancanza di rispetto dei diritti umani. Poi si sono detti di aver ragione tutti e due. 
Hanno messo da parte questo ragionamento per parlarsi della sola cosa importante. l'economia.
Finché l'idiozia che governa il mondo non andrà a scalfire l'economia l'idiozia regnerà sovrana uccidendo qua e là un po' di gente. 
A me cosa resta da fare?
Mi metto seduto sulla mia poltrona e me la guardo!

venerdì 4 marzo 2016

Libertà d'insulto



Ammettiamo che un gruppo di signori sapendo quello che ho fatto o quello che sto facendo mi incontrino per strada oppure su un network e mi dicano che sono un furfante, un imbecille, un traditore, un bugiardo, che è colpa mia se le banche falliscono, e che se un mio ed un suo compatriota viene ucciso io abbia le mani sporche di quel sangue, che inganno la gente con promesse sbagliate, che dico cose e ne faccio altre, che quando piove non me ne prendo la colpa, che consento tutte le efferatezze possibili, che sto in bilico su uno scalino senza il permesso delle scale, che svilisco il mio Paese ...insomma che sono un pessimo soggetto e che me ne devo andare.
Io che faccio? Tre ipotesi: continuo a fare quello che faccio non considerando minimamente coloro che m'insultano perché non do nessuna validità alle loro voci. Mi scrivo uno per uno i nomi di chi m'insulta ed al momento opportuno lancerò il mio guanto di sfida e, uno ad uno, dietro il famoso convento delle carmelitane scalze, li affronto a fil di spada. Terzo dichiaro di essermi rotto le balle e torno alla mia campagna. Quest'ultima soluzione mi sollucchera. La seconda è laboriosa e poi c'é la decisione sul tipo di arma, insomma una noia. La prima è ciò che faccio in realtà. Dite cari signori quel che volete ed io continuo a fare ciò che voglio. Fino a che voi tutti insieme nel segreto di una urna non mi dite di andarmene. Ed io me ne andrò! Però voglio dirvi, cari signori, vi pare un atteggiamento corretto il giudicare quel che faccio come se fossimo compagni di osteria, senza che voi abbiate la minima idea delle reali situazioni che di giorno in giorno devo affrontare. Delle persone fanno il mio lavoro da pulpiti completamente diversi, abituati a critiche educate e costruttive e non ad un blaterare senza senso. Provate ad emigrare e ad insultare qualcun altro poi invocherete l'aiuto di chi normalmente, qui, beneficiate dei vostri insulti e cercheremo di tirarvi fuori dai guai. Oppure provate a suggerire soluzioni diverse prima di insultare e denigrare. Date l'impressione di non capire un bel niente di quello che sta succedendo nel mondo. Non capire non è una colpa basta non avere un pelo di cervello, essere villani e maleducati si è una colpa oltre a non essere costruttivo.

mercoledì 2 marzo 2016

Puttane




Mi piacerebbe scrivere un libro, se bastasse, sui tanti tantissimi modi e maniere di essere puttana. Scrivo questa parola al femminile dandole un significato universale, comprendendo in essa tutti i generi umani. Da un punto di vista etimologico, l'origine della parola non ha niente a che vedere col suo attuale significato, cioè puta, parola latina che indica una fanciulla. In realtà viene dal verbo latino putare da cui il nostro 'puta caso'. Le parole mutano di significato con l'andar del tempo. L'altra indicazione prettamente femminile con lo stesso significato è 'meretrice', originariamente dal verbo latino 'merere' guadagnare, da cui anche 'merces' prezzo, mercede, ed in fine addirittura, 'merito'.
In realtà apostrofare un qualsiasi umano con il termine 'puttana/o' è vietato dalla legge anche se lo si urla dietro a qualcuno/a che questa professione la esercita nei luoghi più consoni come marciapiedi, case private o di pubblica tolleranza. D'altro canto se lo si urla dietro questi professionisti non si fa altro che constatare l'esercizio di una libera attività, attribuendo con un appellativo volgare un giudizio moraleggiante che non ha senso. Come dare del ragioniere ad un ragioniere oppure dare dell'avvocato ad un avvocato, di un prete ad un prete... e via narrando.
Assume una diversa valenza, ed in essa si sublima, se attribuita ad un umano/a che professa una sua particolare e ben diversa attività ad di fuori dei suddetti luoghi. Per esempio un luogo che di per se è destinato ad esprimere valori assolutamente diversi. Qui per lì mi sovviene il Parlamento! Meglio sarebbe dire 'un' Parlamento, od una Religione. Luoghi individuabili in tutti i Paesi civili di questo pianeta.

Non occorre far riferimento agli studi di un Lombroso per individuare tra i pochi quei tanti volti degni di tale appellativo. Basterebbe leggere i vari curricula stampati su i rispettivi conti bancari a loro intestati. Scindendo con circospezione i vari passaggi di 'gabbana', le loro capriole verbali, in certi casi le loro prediche e le eventuali prestazioni sessuali individuandole come scalini pestando i quali sono arrivati ai piani alti della considerazione sociale. Non aliene da tutto ciò miriadi di attività umane; per restare nel campo degli esempi coloro che si esprimono attraverso tutti i tipi di 'media'. A volte anche a chi scrive viene voglia di lanciare un lamento, che consiste nel rimpiangere di non aver mai avuto l'occasione giusta per prostituirsi come si deve! Le pietre possono dormire tranquille, infatti nessuno è senza peccato e nessuno ne prenderà una in mano e la lancerà!

mercoledì 24 febbraio 2016

Compromesso

Pare sia un'arte. Qualcuno sostiene che un buon politico sia uno che di questa arte ne ha fatta una ragione di vita. Fosse vero il nostro magnifico Paese sarebbe una fucina di grandi politici. Da un punto di vista etimologico potrebbe anche essere questa la spiegazione di questo termine. In realtà si adotta il concetto di compromesso solo per spiegare all'inclito pubblico che abbiamo chinato in avanti la schiena ed insieme a ciò che ci stanno mettendo nel didietro ci sono anche i principi per la cui realizzazione abbiamo finora fatto finta di batterci. Per alcuni, certe affermazioni di legge sono importanti e vitali, per altri è solo un adeguarsi alle leggi della maggior parte dei Paesi dell'Unione Europea. Per chi come il sottoscritto crede nell'assoluto libero arbitrio il dover legiferare sulle unioni civili o sulla maternità assistita è una autentica barbarie. Ognuno dovrebbe essere libero di 'associarsi' con chi vuole, come e dove vuole andare a cercare di avere figli, sia con l'adozione che con sistemi naturali. Il tutto nel pieno rispetto civile ed umano dei suoi simili. Invece vediamo l'assurdità di uomini meravigliosamente e pomposamente vestiti, che per propria scelta hanno rinunciato ad associarsi con altri partner, uomini o donne che siano, che non hanno una famiglia e di conseguenza hanno rinunciato alla gioia di avere figli, ed in virtù di ciò hanno la pretesa di intervenire pesantemente nelle scelte civili di questa nazione, nel cui territorio hanno la fortuna di trovar situato il proprio Paese. Loro fanno, in modo assolutamente straordinario, il loro mestiere, imparato in secoli di soprusi e falsità, senza avere il minimo dubbio che nel farlo contravvengono le leggi che la propria fede imporrebbe loro.. C'è da dire che ne sono dei fantastici trasgressori!
La mia pena nasce nel vedere come vengono ossequiati, obbediti ed assecondati da chi asserisce di agire in nome di quella società civile che governano ed a cui impediscono così ogni progresso. Una pena profonda nel vedere il reciproco scambio di omaggi, gli inchini e quindi gli accordi accettati con la faciloneria di chi dice di non essere d'accordo!

Forse, come qualcun altro, avevo creduto in questo giovane capo del governo italiano e nella sua volontà di affermare una volta per tutte la libertà dei suoi cittadini e condurre lo stato fuori dal pantano delle falsità dei moralismi di gente che esercita consapevolmente le peggiori delle corruzioni. Non è così! Lo stato maggiore del Governo e dello Stato italiano è andato a rincuorare questa banda di pingui vecchietti. Non lo ha fatto per dare loro un omaggio alla loro conclamata perversione ma solo ed esclusivamente per restare a bordo delle proprie poltrone. Fosse gente corretta nei confronti di se stessa, dei propri adepti e del Parlamento che gestiscono, non riuscendo a mettersi d'accordo tra di loro avrebbero dovuto gettare la spugna e venire a chiedere al popolo italiano di esprimersi attraverso elezioni politiche. A me sarebbe piaciuto vivere su un pianeta diverso!





lunedì 15 febbraio 2016

Del Caos




Dicono che in principio ci fosse il Caos. 

Dicono poi che qualche attimo dopo si generasse, dal Caos, tutto quello che c'è o che stesse per esserci. 
Come a dire che da quel momento in poi il Caos era finito. Praticamente, sostengono, era nato l'Ordine. Quanti anni di vita avrà l'Ordine? Per me è già difficile capire che se a fare l'onda nello spazio tempo è lo stesso spazio tempo, solo perché non capisco cosa sia e di cosa sia fatto lo spazio tempo figurarsi se riesco a comprendere la differenza tra l'Ordine ed il Caos! Farò un esempio. E' più corretto, in senso dell'ordine esportare armi o esportare cultura? Per esempio, nuovamente, il 15 settembre del 1787 gli Stati Uniti del nord America si dotarono di una costituzione ispirata anche ai principi dell'illuminismo francese,ed in conseguenza, se in Egitto invece di riempire di miliardi di dollari le caste dei militari avessero insegnato a loro ed alle varie e potenti famiglie, i principi della loro Costituzione... Altro esempio. Durante la battaglia dell'Ambaradam, nel 1936, se le truppe italiane avessero recitato agli abissini la Divina Commedia invece di bombardarli con gas asfissiante, intanto l'Italia di allora non avrebbe buttato al vento ben cinquanta miliardi di lire ...al di là del fatto che tante vite umane avrebbero continuato a vivere tranquillamente. Ma se la grande massa dei viventi umani quelli che blaterano della 'grandeur' dell'umanità non sanno e non lo sanno perché nessuno glielo vuol insegnare, come è fatto e come funziona il proprio corpo, come si può pensare che dopo il Caos ci fu l'Ordine?! Ho personalmente l'idea che il Caos sia più coerente a se stesso di quanto non lo sarà mai il soprannominato Ordine.

domenica 6 settembre 2015

Una poesia di Giuseppe Giusti, scritta ieri, oggi o domani?

Il papato di Papa Piero di Giuseppe Giusti (1845)

Prete Piero è un buon cristiano/ lieto semplice alla mano/vive e lascia vivere. Si rassegna, si tien corto/colla rendita di un orto/sbarca il lunario. Or m'accadde di sognare/ che quest'uomo singolare/ diventò Pontefice. Sulla cattedra di Piero/ sopraffatto dal pensiero/di pagare i debiti. Si serbò l'ultimo piano/ e del resto al Vaticano/ messe l'Appigionasi. Abolì la Dateria, lasciò fare un'osteria/ di Castel Sant'Angelo. E sbrogliato il Quirinale ci fè scrivere: Spedale/ per i preti idrofobi. Decimò frati e prelati/ licenziò birri e Legati/ Gabellieri e Svizzeri. E quel vil servitorame/ spugna canchero e letame/ del romano ergastolo. Promettendo che lo Stato, ripurgato e sdebitato/ ricadrebbe al popolo. Fece poi su i Cardinali/ mille cose originali/ dello stesso genere. Diè di frego agli ignoranti/e rimesse tutti quanti/ a fare il parroco. Del pensier d'ogni pastoja/ abolì per man del boja/ fece bruciare l'Indice. E tagliato a perdonare/ dove stava a confessare/ scrisse: Datur Omnibus. Poi, veduto che gli eccessi/ son ridicoli a se stessi/anzi che si toccano/ nella sua greggia umana/ non ci volle carne cristiana/ Angioli nè Diavoli.Vale a dire volle che l'uomo/ fosse un uomo e un galantuomo/ e del resto transeat. Bacchettoni e libertini/mascolini e femminini/ messe in contumacia ...in un luogo segregato/ che per celia fu chiamato/ Il ghetto cattolico. Parimenti i miscredente/ senza prenderli per i denti/ chiuse tra gli invalidi. E tappò ne' pazzerelli/ i riunti cristianelli/ rifritture d'ateo. Proibì di ristacciare/ i puntigli del collare/ pena la scomunica. Nel vedere quell'armeggio/ fosse il sogno o che so io/ mi parea di scorgere che quel Papa/ a chiare note risorgesse il sacerdote/ e sparisse il Principe. Vo per mettermi in ginocchio/ quando a un tratto volto l'occhio/ a una voce esotica. E ti veggio in un cantone/ una fitta di corone/ strette a conciliabolo. Arringava il concistoro, un figuro, uno di loro/ dolce come un istrice. No, dicea, non va lasciato questo Papa spiritato/ che vuol far l'Apostolo: Ripescare in pro del Cielo/colle reti del Vangelo/ pesci che ci scappano. Questo è un Papa in buona fede: è un Papaccio che ci crede/ diamogli l'arsenico.


venerdì 14 agosto 2015

Tutti uguali con DNA diversi!

Sul DNA dei popoli!

Sono convinto che così come ogni singolo umano è portatore del proprio DNA lo è anche ogni singolo popolo. Intendo per popolo, gruppi di persone, etnie facilmente riconoscibili attraverso la loro tradizione e la loro storia.Rifuggo perché la odio dalla parola razza. Più che ci si addentra nella storia di una singola etnia e più ne emergono le strutture che ne determinano i caratteri fondamentali. Prendo per primi i cinesi. La loro profonda cultura ha talmente intriso ed intricato la loro essenza di popolo che leggendo ' Primavera ed autunno' di K'ung Chung-ni e di Tso Ch'iu-ming, par di leggere una storia di oggi. Salvo che è stata scritta grossomodo nel 722 a.C, quando Roma era un piccolo villaggio. Questa storia narra il millenario passato (allora!) della Cina. Il nome del primo autore è volgarmente traducibile in Confucio ed il secondo in Tso. Più o meno tutti abbiamo una idea di chi sia stato Confucio. Circa 2400 anni dopo, nel 1690 e rotti, due gesuiti tornano dalla Cina e redigono un loro trattato: uno dei due, Intorcetta, scrive meravigliato di aver trovato una popolazione retta da un regime teocratico che non conosce il temine ed il concetto di Dio! La cosa era già stata sperimentata da Matteo Ricci, parecchie decine di anni prima. Secondo me la triplice e consecutiva svalutazione dello yuan va letta non con l'occhio finanziario occidentale ma in chiave totalmente diversa. Quale sia questa lettura non lo so, l'unica cosa che forse capisco è che per giudicarla bisognerà attendere un po' di tempo. Forse per capire le finalità del pensiero cinese un buon indizio è l'osservazione della loro espansione in Africa. Totalmente diversa da quanto finora hanno fatto gli europei e gli americani.
I germanici: famosi per la loro capacità di assemblaggi meccanici perfetti! Un popolo di gente lavoratrice e serena che ogni tanto viene percorsa come un tifone misterioso da autentici geni. Nel bene e nel male. Parafrasando un moderno modo di dire, a loro insaputa. Da Beethoven a pessimi personaggi in grado di trascinare tutto il loro popolo ed altri, purtroppo, in immani tragedie. Come tutti i deboli ogni tanto vengono assaliti da manie di grandezza. Oggi resi potenti dalle mostruose tragedie prodotte, guardano con profonda invidia e solita avidità un popolo che per numero starebbe in una loro grande città. Questo popolo per intelligenza, creatività, filosofia e scienza, sovrasta storicamente le popolazioni di tre quarti di mondo! Così che cercano stupidamente di costringerlo alla povertà. Solo per mostruosa capacità di solita incomprensione. Questo popolo, resosi impoverito anche per colpa della delinquenza di alcuni propri governi è stato scuola al mondo inventando un sistema politico nel quale ci abbeveriamo tutti: la democrazia. Poi anche loro, come capita, se ne sono dimenticati. Ci si stringe la mano,a volte, per rubarci reciprocamente gli anelli!
Noi altri! Scriveva Giuseppe Giusti, grande e obliato poeta dell'800, nella sua poesia -I Grilli- a proposito della disistima di altri popoli nei nostri confronti, sintetizzando quello che avevamo fatto negli anni dell'impero Romano, " ...scordando il tempo perso, d'aver in illo tempore, spoppato l'universo" Ci eravamo pappato il mediterraneo e tutta l'Europa ed eravamo arrivati dall'Africa fino al Polo nord ed alle porte dell'India!Non ancora italiani ma solo romani. A piedi, senza aereoplani, carri armati e bombe atomiche! Poi accade che fummo affascinati da una idea! Chi avrebbe dovuto mettere in pratica questa meravigliosa idea confuse talmente le idee a tutti puntando al dominio di pochi autoelettisi rappresentanti dell'ideatore, a tal punto da trasformare un popolo di affamati leoni, capaci comunque di costruire strade e leggi, in un branco di timorati e indifesi bastian contrari. Secondo me non c'è definizione migliore del nostro italico DNA! La nostra congenita "bastiancontrarietà" Un piccolo esempio: tre lingue parlate su questa terra dai bipedi umani sono alla base di ogni linguaggio, il sanscrito, il greco ed il latino. insieme generano la lingua italiana: Ma non riusciamo a rimpinzare questa meravigliosa lingua con parole, forse semplici, forse sintetiche ...ma banalmente sceme, prese da altre lingue. oggi di moda, che dalla nostra derivano?!

Il continente chiamato India. Un solo fiume da il nome ad un intera parte del globo il cui nome originale era Baharat. Una straordinaria mistura di genti, fitti come fili d' erba di un immenso prato dal quale sono nate, nel corso dei tempo, straordinarie figure umane. Così straordinarie da influenzare positivamente il pensare del resto del mondo, ma assolutamente inconcludenti nel trasformare ogni altro filo d'erba in un fiore libero e felice. Di libere e, non so se felici, solo le vacche bianche! Al di là di ogni fede e superstizione è stato l'unico popolo che si è liberato, armato solo di parole, dall'oppressione armata di affamati bipedi venuti da un'isoletta del mare del nord che avevano la pretesa di insegnare ad un popolo di grandi e straordinari maestri la realtà della vita. Fucili alla mano. D'altra parte erano costoro, cresciuti di statura e di ricchezza depredando mezzo mondo. Con una certa eleganza formale!

giovedì 13 agosto 2015

autobiografia!

Autobiografia

Appartengo ad un èlite di viventi il cui numero è in rapido aumento, quello degli ultra ottantenni. Osservo, annoto, ed infine esprimo giudizi, sulla base di quello che secondo me potrebbe essere l'obiettivo dell'umanità : il perseguire la ricerca della verità sulla vita, vale a dire, conoscenza è felicità! Non sono minimamente d'accordo con chi ha invitato ed invita a "non giudicare". Trovo che sia un sistema diabolico che tende ad attribuire ad altri la facoltà di pensare. Politicamente sarei un socialista se sapessi cos'è il socialismo ed una volta scoperto riuscissi a querelare tutti coloro che si sono nascosti e si nascondono dietro a questo termine, e ne hanno abusato a danno di intere generazioni. Non appartengo a nessuna fede religiosa, pur essendo un curioso lettore di storia delle religioni: considero la religione come un settore della storia del pensiero dell'uomo. Il resto è pessima amministrazione del potere, il peggiore dei poteri, quello che costringe l'uomo ad allontanarsi da coscienza e conoscenza. Amo la natura. L'unica, come parte di un intero universo dotata di anima. Sorrido ad alcune scelte sulla identità della natura, mentre odio profondamente, cercando tuttavia di scoprire l'origine di questo mio sentimento, tutto ciò che va sotto il termine razzismo, ivi compreso il differenziare i generi sessuali. Massima libertà di scelta e di essere. Da parte mia tutta la mia ammirazione al mondo femminile. Se ci fosse un altare della vita vi porrei questa parte della umanità, se non altro per la sua intrinseca bellezza! Generai tre figli meravigliosi, non da solo ma con l'aiuto indispensabile della loro mamma, dalla quale mi divise una buona quantità di punti di vista. "Ci" restammo amici. Lei si risposò, io mi accompagnai compiendo i nostri primi felici quarant'anni! I miei tre figli ...ma come mai ho dei figli così vecchi?! In compenso si sono splendidamente riprodotti! Non possiedo nulla a cui dia valore tranne i libri. Ne ho quasi tremila, diconsi tre mila. Tra questi alcuni antichi, a cui tengo moltissimo. Visti, desiderati, trattati, comprati ...ad una fiera di Cherasco ben 12 volumetti, tutto il teatro di Voltaire, edito nel 1801 da Pierre e Firmin Didot. Lo stesso editore che in quegli anni riesumò Montaigne! Mi piace la carta antica, quella dei libri del cinquecento! Ne ho uno! Diversi tra il sei ed il settecento! In realtà credo che il tempo non passi mai. L'unica cosa che passa siamo noi, con il vantaggio che alcuni di noi riescono a lasciare tracce di se. La traccia che sto lasciando è quella dei miei figli. Oltre alla presunzione di credermi uno scrittore. Va bene, fino ad adesso ho pubblicato un decina di titoli. Come ogni bravo scrittore non faccio altro che parlare di me stesso, in ogni salsa possibile!
Sento dire che il problema della nuove generazione sono le vecchie: durano troppo. La media della vita si è allungata. Un successo dei sistemi di vita, della tutela alla salute, etc. etc. Tra le cose che m'infastidiscono ci sono le classificazioni, quasi sempre, discriminatorie. Una per tutte la terza età ... e poi la quarta. E' in uso una terminologia nefasta: la rottamazione. La metto a confronto con quelle aziende al cui interno ci sono gli uffici delle "risorse umane". Come se un umano fosse una risorsa ...come il carbone o il petrolio! Pericolose idiozie!Uno che ha vissuto un buon numero di anni può essere ed essere utile a chi di anni ne ha meno e, sulla base solo di questo, abbia deciso di "cambiare il mondo" ...cosa che abbiamo pensato di fare tutti, senza riuscirci ...forse perché non abbiamo ascoltato chi aveva già tentato di farlo, ovviamente senza riuscirci completando i propri progetti.
A condizione che il cervello non sia deperito molto prima di tutto il resto e che sia sempre sveglio al mattino presto, i "cosiddetti vecchi", che siano in grado dimostrare di averci capito qualcosa, andrebbero ascoltati. Nel mio caso, potessi decidere qualcosa, darei la precedenza alla salute del territorio su cui viviamo; poi, ma non in ordine di tempo, alla salute di tutti i cittadini in ugual misura; togliendo ogni privilegio che creasse disparità di potenziali di vita; creerei scuole di libero accesso a tutti coloro che non partecipano alla creazione della democrazia, invitando chi invoca disparità a partecipare attivamente....salvo patentarli come cretini!

Posso continuare con un elenco lungo diversi metri e finirei con l'indicare come un umano giunto al traguardo per entrare nella succitata èlite sia particolarmente incorruttibile! Mi escluderei da questa ultima descrizione di incorruttibilità dato che sarei assolutamente corruttibile se, essendo al potere, mi venisse in aiuto una splendida, elegantemente poco vestita fanciulla, appena più che ventenne, cosparsa del mio profumo preferito, lo Shalimar, e mi sorridesse con inenarrabile affetto!!! Il paradiso può attendere, docet!

mercoledì 12 agosto 2015

Parlo della donna...

Parlo della donna

anche perché gli uomini mi hanno stancato! Me, compreso! A loro è stato affidato il governo del mondo ...da nessuno, naturalmente! Ad un maschio, addirittura, quello dei cieli! Visto che a loro, i maschi, cresceva la barba sulla faccia, che potevano vantarsi di aver ucciso a randellate un povero coniglio ... si sono arrogati, dai tempi dei tempi, il governo del mondo. I risultati di questo dominio sono sotto gli occhi di tutti.

In più hanno creduto di poter soggiogare alle loro voglie quelle creature che li hanno creati, messi al mondo. Sto parlando di un modo di porsi, di una imposizione, di un comportamento del maschio nei confronti della femmina. Persino nei suoi presunti rapporti con qualsiasi presunto creatore del mondo, il maschio si è fatto interprete (inventore) dei suoi presunti dictat. Tutta una presunzione! Alla femmina non sarebbe mai venuto in mente: troppo forte e sensata fin dall'inizio! Non desiderare la donna d'altri! Dei desideri della donna ci se ne poteva altamente fregare! Fiondandosi dentro l'invenzione del verbo di una qualsiasi divinità se ne sono avvalsi per ergersi su piedistalli inutili. Persino, nell'inventarsi di tutto, pur di primeggiare: una delle maggiori fedi religiose aveva predicato fino a cinquecento anni fa, che solo all'uomo, il loro dio aveva concesso di avere l'anima. Poi ci hanno ripensato! Forse anche alle donne, il loro dio, aveva dato un anima! In realtà, descrivendo la stupida arroganza maschile, ho iniziato a parlare della forza della femmina. Questo essere bipede ha sopportato, tranne qualche raro caso, questo sopruso pur riconoscendo che la stupidità maschile la eleggeva a stimolo, a simbolo, ad ispiratrice di ogni azione dell'uomo. Tra i due la vera forza era quella femminile! Non fatta di muscoli e di urla. di randellate, di violenza ma frutto di una straordinaria e naturale bellezza! E' di fronte alla percezione di quella straordinaria bellezza che l'uomo reagiva con disperazione, con la disperazione di esser giudicato in base alle sue manifestazioni di forza, private e pubbliche: uomo contro uomo, sul ring della vita privata e pubblica. Per vincere questa stupida convinzione, in cui il muscolo primeggiava, la donna vinceva adattandosi alle più sceme delle imposizioni. Non avrai altro uomo all'infuori di me! Ci sono voluti secoli e secoli, oppure un battito di ciglia dell'universo, perché la donna scoprisse la sua straordinaria forza. In questo l'uomo ha dato il suo inconsapevole contributo. Estasiato dalla sua bellezza ha cominciato a ritrarla sui muri delle caverne, su pezzi di stoffa e di legno, ovunque ha iniziato a divinizzarla inventandosi suoni e musiche, canti e balli per celebrarne la bellezza. Meno male! Lei non ne ha approfittato, mai! Anzi si è estasiata di quell'uomo che nella sua debolezza riusciva descriverla così bella! Non aveva la necessità di sopraffarlo. Ben consapevole che dietro quel muscolame non c'era nient'altro che un apportatore di vita! Certamente l'uomo se ne era inventate di tutte le colorazioni pur di metterla sugli altari della vita. Uno di loro aveva scritto che era "venuta a miracol mostrare"! Un altro l'aveva scolpita nel marmo, incredibilmente bella. Carini! Certo la loro visione legata alla bellezza era ancora soggiogata ad un utilizzo pratico di un momento di quella esistenza. Sia con la vista che con il tatto e con il resto! Tant'è che veniva celebrata nella sua giovinezza, un momento dell'età della loro vita. A nessuno, per ora, veniva di scolpire un corpo di donna, nudo e centenario. neppure una frase musicale o quattro parole in forma di poesia. Credo fermamente che la parte femminile dei viventi, su questa terra, sia il motore che la rende viva! La natura poteva. casualmente, fare altre scelte! Ma per tutti gli esseri viventi ed in particolare per i bipedi umani (gli unici di cui conosciamo, forse, qualcosa) la natura plasmò l'essere più meraviglioso che poteva rappresentarla in tutta la sua stupenda essenza: creò la donna!

mercoledì 29 luglio 2015

Quousque tandem...

A volte mi capita di sentire il bisogno di commentare fatti inerenti a problematiche religiose ed a volte vengo redarguito con l'invito a riflettere sul fatto che bisogna portare rispetto ad ogni fede religiosa. In linea di massima sono d'accordo nel rispettare ogni singola professione di fede, tuttavia ci sono dei casi, moltissimi casi, in cui mi chiedo e chiedo: ma come è possibile!? Come è possibile che ci siano uomini e donne che credono, ad esempio, che da quel particolare sasso, in quel particolare giorno, il loro profeta, voce del loro dio, sia balzato in cielo!
Piergiorgio Odifreddi, matematico e divulgatore acuto ed intelligente, si domandava in un suo libro, dove fosse diretta la Madonna quando si dice fosse salita in cielo. Niente va più veloce della luce e, se la Signora, duemila anni fa è salita in cielo con il suo corpo, a quest'ora è più o meno arrivata al confine della nostra galassia...per andare dove?! Liberissimo di credere ciascuno che ciò sia avvenuto e stia realmente avvenendo. Non altrettanto liberi, secondo me, le organizzazioni che speculano su questa fede, in tutti i modi possibili!

Nel ripensare a queste fedi innocentemente riposte nell'animo di molti uomini. mi ritorna in mente una piccola storia taoista che racconta di una rana che viveva felice nel suo stagno s,ostenendo che quello era l'unico oceano possibile! Nessuna scienza o coscienza veniva in soccorso alla rana perchè a nessuna rana veniva in mente di sfruttare tale visione dello stagno sottoponendo quel caro ranocchio a leggi, contro leggi, fantasticando su vite eterne, su fabbricatori di quello stagno come costruzione di un ranodivino a cui il povero ranocchio doveva essere riconoscente e figlio devoto. Salvo che, se così non si fosse comportato ....Questo è l'aspetto delle fedi/alias religioni che devono essere sottoposte a critica perché esse siano al più possibile rispettose dell'intelligenza dei loro affiliati! Perché questi stessi non siano così traumatizzati da non capire come venga travolta la loro buona fede a fini che assolutamente niente hanno a che vedere con quanto essi credono. Gli esempi che abbiamo ed abbiamo avuto nel corso dei secoli, le cui visioni nelle culture occidentali sono chiarissimi, ci invitano a valutare con attenzione lo svolgersi della realtà. Si chiamano ebrei ortodossi, aggiungerei, anche, alla loro ortodossia, la mancanza di memoria, salvo una loro diversa interpretazione, della shoa ...non si sa mai! Bene questi giovani vanno all'assalto di altri giovani per impedire loro, anch'essi debitamente istruiti, di costruire un luogo da dove pregare, luogo che nella loro tradizione è indicato come punto di partenza del loro profeta verso il cielo. Se fossi irriverente direi luogo del decollo verso il cielo ...! Chi ce li manda, da ambo le parti, spera che vengano a botte così ferinamente da suscitare un altra guerra. I Latini, saggi, si sarebbero chiesti " cui prodest? "Ora gli ebrei ortodossi, con le loro deliziose treccine, i palestinesi con le loro sciarpone a quadri sanno, sono cosciente di essere banali pedine in mano a delinquenti a cui di loro non importa un fico secco? A me non spetta criticare, spetta rispettare le loro fedi! Quousque tandem .....!

lunedì 20 luglio 2015

Fare un bel clic e non parlarne più!

Quinto comandamento

Bisogna cliccare su questo comandamento, e già che ci siamo sugli altri nove, premere il tasto con su scritto "canc" e farla finita. Mi sembra sia la cosa più logica da fare. Giusto per evitare che la gente, il popolo, l'umanità intera -se proprio vogliamo essere universali- si senta in colpa. C'è da dire che a lungo andare ce ne siamo tutti dimenticati ... lui, pover'uomo, fece una grande fatica! Già la fuga dall'Egitto non era stato uno scherzo e poi, con quel caldo, salire sul monte, starsene davanti al roveto ardente, mentre il suo Dio dettava leggi universali ...e poi scendere dal monte. Con quel caldo! Oltretutto vergognandosi un tantino delle leggi che doveva imporre alla sua tribù, chiamare il fratello e chiedergli di leggerle lui al suo popolo ...insomma, una gran fatica. Inutile!
Inutile, perchè nel corso dei secoli, qualsiasi umano se ne è sempre strafregato delle leggi di quel Signore! Anzi, forse gli sono state di suggerimento per trarre dalla loro trasgressione, un maggiore, più perverso e sottile piacere. Come a dire: tiè!

Una volta, in questa nostra società agro-silvo-pastorale si uccideva, tanto per restare sul quinto comandamento, più di oggi. Ad armare la gente c'era la passione, la vendetta, l'amore tradito, l'amore violento, il tradimento di ideali etc etc. Comunque sia, si uccideva. Oggi si uccide meno nella realtà di tutti i giorni. Tuttavia l'omicidio singolo e di massa, viene pubblicizzato fin nei più nascosti rivoli della informazione. Statistiche alla mano, nel 1900 si uccideva più di oggi, suscitando scandalo straordinario. Oggi si uccide meno ... ma chi se ne frega ... qualche mazzolino di fiori, qualche immagine televisiva e la cosa finisce li. La differenza sta nel fatto che dalla mattina alla mattina dopo, sia chi vive davanti alla stampa o davanti alla televisione non vede altro che omicidi. Centinaia di morti ammazzati ogni giorno su decine di canali televisivi, su centinaia di pagine di giornali, fumetti, libri ...dall'infanzia in sù. Censurarli?! Ma neppure per un incubo! Trovare una soluzione per far si che ogni omicidio, ogni tentativo di omicidio, si stigmatizzato come un oltraggio profondo al genere umano! Per adesso la sola esecrazione pubblica di cui si esprime grida d'allarme è quella suscitata dalle gesta di una cospiqua banda di assassini, che uccide, ovviamente, in nome del proprio dio. Quindi un bel clic e non se ne parla più!