mercoledì 12 agosto 2015

Parlo della donna...

Parlo della donna

anche perché gli uomini mi hanno stancato! Me, compreso! A loro è stato affidato il governo del mondo ...da nessuno, naturalmente! Ad un maschio, addirittura, quello dei cieli! Visto che a loro, i maschi, cresceva la barba sulla faccia, che potevano vantarsi di aver ucciso a randellate un povero coniglio ... si sono arrogati, dai tempi dei tempi, il governo del mondo. I risultati di questo dominio sono sotto gli occhi di tutti.

In più hanno creduto di poter soggiogare alle loro voglie quelle creature che li hanno creati, messi al mondo. Sto parlando di un modo di porsi, di una imposizione, di un comportamento del maschio nei confronti della femmina. Persino nei suoi presunti rapporti con qualsiasi presunto creatore del mondo, il maschio si è fatto interprete (inventore) dei suoi presunti dictat. Tutta una presunzione! Alla femmina non sarebbe mai venuto in mente: troppo forte e sensata fin dall'inizio! Non desiderare la donna d'altri! Dei desideri della donna ci se ne poteva altamente fregare! Fiondandosi dentro l'invenzione del verbo di una qualsiasi divinità se ne sono avvalsi per ergersi su piedistalli inutili. Persino, nell'inventarsi di tutto, pur di primeggiare: una delle maggiori fedi religiose aveva predicato fino a cinquecento anni fa, che solo all'uomo, il loro dio aveva concesso di avere l'anima. Poi ci hanno ripensato! Forse anche alle donne, il loro dio, aveva dato un anima! In realtà, descrivendo la stupida arroganza maschile, ho iniziato a parlare della forza della femmina. Questo essere bipede ha sopportato, tranne qualche raro caso, questo sopruso pur riconoscendo che la stupidità maschile la eleggeva a stimolo, a simbolo, ad ispiratrice di ogni azione dell'uomo. Tra i due la vera forza era quella femminile! Non fatta di muscoli e di urla. di randellate, di violenza ma frutto di una straordinaria e naturale bellezza! E' di fronte alla percezione di quella straordinaria bellezza che l'uomo reagiva con disperazione, con la disperazione di esser giudicato in base alle sue manifestazioni di forza, private e pubbliche: uomo contro uomo, sul ring della vita privata e pubblica. Per vincere questa stupida convinzione, in cui il muscolo primeggiava, la donna vinceva adattandosi alle più sceme delle imposizioni. Non avrai altro uomo all'infuori di me! Ci sono voluti secoli e secoli, oppure un battito di ciglia dell'universo, perché la donna scoprisse la sua straordinaria forza. In questo l'uomo ha dato il suo inconsapevole contributo. Estasiato dalla sua bellezza ha cominciato a ritrarla sui muri delle caverne, su pezzi di stoffa e di legno, ovunque ha iniziato a divinizzarla inventandosi suoni e musiche, canti e balli per celebrarne la bellezza. Meno male! Lei non ne ha approfittato, mai! Anzi si è estasiata di quell'uomo che nella sua debolezza riusciva descriverla così bella! Non aveva la necessità di sopraffarlo. Ben consapevole che dietro quel muscolame non c'era nient'altro che un apportatore di vita! Certamente l'uomo se ne era inventate di tutte le colorazioni pur di metterla sugli altari della vita. Uno di loro aveva scritto che era "venuta a miracol mostrare"! Un altro l'aveva scolpita nel marmo, incredibilmente bella. Carini! Certo la loro visione legata alla bellezza era ancora soggiogata ad un utilizzo pratico di un momento di quella esistenza. Sia con la vista che con il tatto e con il resto! Tant'è che veniva celebrata nella sua giovinezza, un momento dell'età della loro vita. A nessuno, per ora, veniva di scolpire un corpo di donna, nudo e centenario. neppure una frase musicale o quattro parole in forma di poesia. Credo fermamente che la parte femminile dei viventi, su questa terra, sia il motore che la rende viva! La natura poteva. casualmente, fare altre scelte! Ma per tutti gli esseri viventi ed in particolare per i bipedi umani (gli unici di cui conosciamo, forse, qualcosa) la natura plasmò l'essere più meraviglioso che poteva rappresentarla in tutta la sua stupenda essenza: creò la donna!