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mercoledì 29 luglio 2015

Quousque tandem...

A volte mi capita di sentire il bisogno di commentare fatti inerenti a problematiche religiose ed a volte vengo redarguito con l'invito a riflettere sul fatto che bisogna portare rispetto ad ogni fede religiosa. In linea di massima sono d'accordo nel rispettare ogni singola professione di fede, tuttavia ci sono dei casi, moltissimi casi, in cui mi chiedo e chiedo: ma come è possibile!? Come è possibile che ci siano uomini e donne che credono, ad esempio, che da quel particolare sasso, in quel particolare giorno, il loro profeta, voce del loro dio, sia balzato in cielo!
Piergiorgio Odifreddi, matematico e divulgatore acuto ed intelligente, si domandava in un suo libro, dove fosse diretta la Madonna quando si dice fosse salita in cielo. Niente va più veloce della luce e, se la Signora, duemila anni fa è salita in cielo con il suo corpo, a quest'ora è più o meno arrivata al confine della nostra galassia...per andare dove?! Liberissimo di credere ciascuno che ciò sia avvenuto e stia realmente avvenendo. Non altrettanto liberi, secondo me, le organizzazioni che speculano su questa fede, in tutti i modi possibili!

Nel ripensare a queste fedi innocentemente riposte nell'animo di molti uomini. mi ritorna in mente una piccola storia taoista che racconta di una rana che viveva felice nel suo stagno s,ostenendo che quello era l'unico oceano possibile! Nessuna scienza o coscienza veniva in soccorso alla rana perchè a nessuna rana veniva in mente di sfruttare tale visione dello stagno sottoponendo quel caro ranocchio a leggi, contro leggi, fantasticando su vite eterne, su fabbricatori di quello stagno come costruzione di un ranodivino a cui il povero ranocchio doveva essere riconoscente e figlio devoto. Salvo che, se così non si fosse comportato ....Questo è l'aspetto delle fedi/alias religioni che devono essere sottoposte a critica perché esse siano al più possibile rispettose dell'intelligenza dei loro affiliati! Perché questi stessi non siano così traumatizzati da non capire come venga travolta la loro buona fede a fini che assolutamente niente hanno a che vedere con quanto essi credono. Gli esempi che abbiamo ed abbiamo avuto nel corso dei secoli, le cui visioni nelle culture occidentali sono chiarissimi, ci invitano a valutare con attenzione lo svolgersi della realtà. Si chiamano ebrei ortodossi, aggiungerei, anche, alla loro ortodossia, la mancanza di memoria, salvo una loro diversa interpretazione, della shoa ...non si sa mai! Bene questi giovani vanno all'assalto di altri giovani per impedire loro, anch'essi debitamente istruiti, di costruire un luogo da dove pregare, luogo che nella loro tradizione è indicato come punto di partenza del loro profeta verso il cielo. Se fossi irriverente direi luogo del decollo verso il cielo ...! Chi ce li manda, da ambo le parti, spera che vengano a botte così ferinamente da suscitare un altra guerra. I Latini, saggi, si sarebbero chiesti " cui prodest? "Ora gli ebrei ortodossi, con le loro deliziose treccine, i palestinesi con le loro sciarpone a quadri sanno, sono cosciente di essere banali pedine in mano a delinquenti a cui di loro non importa un fico secco? A me non spetta criticare, spetta rispettare le loro fedi! Quousque tandem .....!

mercoledì 9 ottobre 2013

Non c'è che un miracolo!

Basterebbe crederci per vivere felici e sopportare qualunque idiozia. La fede è veicolo di felicità. Se cade la fede non c’è più speranza. Chi come me non ha fede … continua a sperare! In che potrei sperare, vi domanderete miei cari ragazzi? In qualcosa che d’improvviso faccia capire a noi tutti che esiste una soluzione ai nostri problemi. Una illuminazione, una “bodhi”. Sediamoci sotto un banano e aspettiamo. Invecchiando tranquillamente. Kafkianamente. Prima o poi passerà qualcuno e ci chiederà cosa ci facciamo all’ombra di quel banano morto. Noi non gli risponderemo perché saremo morti anche noi. Questa è una vaga certezza! Pessimista? Chi, io?! Ditemi dove volete che attinga un pelo di speranza! Vi porto un esempio. Dalla lettura. Io leggo. Troppo spesso mi domando se capisco quello che leggo! Il sommo poeta: io che sono un sommo bischero posso tranquillamente e sinceramente dire di non averlo mai amato, nella sua Comoedia, perché non l’ho mai capito. Pensate che l’ho sempre considerata come una straordinaria vendetta contro chi, lui, non amava nel suo passato, nel suo presente e, già che c’era, nel suo futuro! Anche se alcune parti sono magnifiche! Pare avesse visto per la prima volta Beatrice, venuta a miracol mostrare, quando lei era poco più di una bambina. Con tutta la storia dell’invenzione dello specchio. Sono stato a braccetto con lui quando se ne andava per il suo paradiso alla ricerca della “quiddità”. Salvo poi che, vedere il suo volto riflesso nel cerchio splendente di luce, va bene poeticamente ma … ecco dimostrata la mia ignoranza.
La ricerca dantesca della “quiddità”. Mia nonna, quando qualcosa la turbava, diceva di avere un “ quidde!” Quella che Panikkar invocava come ricerca, “l’essenza” di Dio. Perché non affidare la gestione della cosa pubblica, non ai filosofi alla Platone, od a politici di straordinaria e dimostrata incompetenza, gente che non sa ne leggere ne scrivere, ma agli scienziati, ai fisici, ai matematici, ai chimici, agli astrofisici. A gente che inventandosi il “bosone”, finisce mezzo secolo dopo per trovarlo! Si potrebbe dir loro di ricercare forme intelligenti di democrazia, di giustizia, di libertà, di uguaglianza, di … In fondo, che a parole le cerchiamo, sono passati più di cinquant’anni! Magari, oltre al bosone, mi trovano qualcosa in cui credere! Oh, no?!