mercoledì 9 ottobre 2013

Non c'è che un miracolo!

Basterebbe crederci per vivere felici e sopportare qualunque idiozia. La fede è veicolo di felicità. Se cade la fede non c’è più speranza. Chi come me non ha fede … continua a sperare! In che potrei sperare, vi domanderete miei cari ragazzi? In qualcosa che d’improvviso faccia capire a noi tutti che esiste una soluzione ai nostri problemi. Una illuminazione, una “bodhi”. Sediamoci sotto un banano e aspettiamo. Invecchiando tranquillamente. Kafkianamente. Prima o poi passerà qualcuno e ci chiederà cosa ci facciamo all’ombra di quel banano morto. Noi non gli risponderemo perché saremo morti anche noi. Questa è una vaga certezza! Pessimista? Chi, io?! Ditemi dove volete che attinga un pelo di speranza! Vi porto un esempio. Dalla lettura. Io leggo. Troppo spesso mi domando se capisco quello che leggo! Il sommo poeta: io che sono un sommo bischero posso tranquillamente e sinceramente dire di non averlo mai amato, nella sua Comoedia, perché non l’ho mai capito. Pensate che l’ho sempre considerata come una straordinaria vendetta contro chi, lui, non amava nel suo passato, nel suo presente e, già che c’era, nel suo futuro! Anche se alcune parti sono magnifiche! Pare avesse visto per la prima volta Beatrice, venuta a miracol mostrare, quando lei era poco più di una bambina. Con tutta la storia dell’invenzione dello specchio. Sono stato a braccetto con lui quando se ne andava per il suo paradiso alla ricerca della “quiddità”. Salvo poi che, vedere il suo volto riflesso nel cerchio splendente di luce, va bene poeticamente ma … ecco dimostrata la mia ignoranza.
La ricerca dantesca della “quiddità”. Mia nonna, quando qualcosa la turbava, diceva di avere un “ quidde!” Quella che Panikkar invocava come ricerca, “l’essenza” di Dio. Perché non affidare la gestione della cosa pubblica, non ai filosofi alla Platone, od a politici di straordinaria e dimostrata incompetenza, gente che non sa ne leggere ne scrivere, ma agli scienziati, ai fisici, ai matematici, ai chimici, agli astrofisici. A gente che inventandosi il “bosone”, finisce mezzo secolo dopo per trovarlo! Si potrebbe dir loro di ricercare forme intelligenti di democrazia, di giustizia, di libertà, di uguaglianza, di … In fondo, che a parole le cerchiamo, sono passati più di cinquant’anni! Magari, oltre al bosone, mi trovano qualcosa in cui credere! Oh, no?!