giovedì 3 ottobre 2013

E, ora?!



C’era uno che non ci dormiva la notte! Non era vero: ma a chi lo applaudiva non importava niente se fosse vero o meno, abituati ad annuire sorridendo a qualunque assurdità. Non è mai assurdo chi parla dall’alto di una montagna di soldi, slavine benefiche sono prassi. Anzi l’uomo è un campione mondiale del verosimile. Della differenza tra il vero ed il verosimile non c’è solo di mezzo il mare, quello d’acqua, c’è soprattutto di mezzo una catena di montagne di soldi. Non capita solo in questo paese, non illudiamoci! Ovunque è così nel mondo. Quello che invece capita qui da noi, per quello che ne capisco, bisognerebbe farsi, con voce drammatica, questa domanda: e, ora!? Cosa faranno gli uomini che facevano e fanno parte della autodefinita opposizione? In questi anni li abbiamo visti parlare, sottovoce, contro l’insonne; agitare bandiere rosse nelle piazze consentendo ai consanguinei dell’insonne di fare tranquillamente ciò che meglio era per loro, ignorando tutti quegli uomini su cui avevano fatto la loro fortuna; cercando alleanze con l’insonne che permettesse loro di fare tranquilli pisolini … e ora che sembra finita l’insonnia ed il loro eterno nemico dormirà tranquillamente, che faranno? Gli toccherà pensare qualcosa di originale, tirare fuori chissà da dove, qualche progetto, qualche idea,  qualche programma se non altro per evitare che le più grandi aziende di questo paese siano svendute e chiuse. Intanto hanno generato una straordinaria massa di disoccupati democratici, nel senso che in questa categoria sono presenti uomini e donne di tutte le età, e poi un’altra formidabile  fantasia! Gli uomini che sono al timone non vengono da scuole popolari e, sempre che esista ancora, dalla sinistra. No! Sono uomini allevati all’asilo della vecchia guardia! Non certo quella dell’ italo-austriaco, cristiano e democratico ma poco cattolico! Ma dall’asilo di mezzo, quello dove i bambini passavano il tempo allevando i peggiori istinti possibili ed opportunamente benedetti. E, ora?
Un consiglio a me stesso: ( tanto oramai ci ho fatto la buca) seduto sulla riva del fiume aspetterò di vederli passare trascinati dalla corrente. Quando non li vedrò più, vorrà solo dire che sarò morto! A meno che … già dopo di me, morirà la speranza!