sabato 7 settembre 2013

Farsi i fatti propri! oppure no?!

I fatti propri. Farseli!

Questo pensiero che viene attribuito arbitrariamente al buon senso, mi sta odioso! Lo paragono a quello che fanno le cellule tumorali in un corpo sano. Loro si fanno i fatti propri: crescono, si moltiplicano e, come risultato, uccidono chi le ospita. In più il buon senso non protesta, ne si propone di fare una rivoluzione mondiale per realizzare se stesso, nella sua schiettezza, talmente è sommerso da quella spazzatura che disobbedisce ad uno dei più fantastici suggerimenti mai dati al genere umano ” ama il tuo prossimo come te stesso”. La difficoltà sta nell’amarsi! Molti uomini non si amano, per la sola ragione che non hanno capito niente, ne di se stessi nel del proprio prossimo, che usano solo per arricchirsi!
I gas mortali! Una schifezza puzzolente che uccide tragicamente. Ma, sono loro e chi li fabbrica e li usa, il vero problema?
Scusami … ma te che c’entri? Bisogna sapere che quando un qualcuno inventò, secoli fa, il cannone, ci furono dei personaggi che s’indignarono, e si opposero al suo uso. Uccidere a distanza più uomini insieme, non era fare guerra in maniera cavalleresca! Ecco l’etica e la morale: fare la guerra ed uccidere va bene, va fatto con eleganza, con le divise in ordine, con le giuste bandiere e con gli inni nazionali diversamente è “ un orrendo crimine contro l’umanità”.
Adesso che ho scritto questo bel discorsino, “loro” si guarderanno negli occhi e decideranno di non fare più guerre.
No, non è meglio farsi i fatti propri! Perché i bambini, le donne, gli uomini e, perché no, anche i vecchini, che vengono uccisi, in nome di qualsiasi ragione guerresca è disumanità! Ragione che per altro in sostanza è sempre la stessa: “la tua ricchezza deve essere mia” Persino in nome della democrazia! Anche la democrazia non farà mai, come il buon senso, una rivoluzione. Allora, chiedo scusa, non digiuniamo! Mangiare, e fare tutto il resto, non c’entra niente. A volte è solo uno spettacolo che viene guardato da chi è seduto, cenando, a tavola! Possiamo pregare. In effetti abbiamo visto quanto interesse hanno suscitato, lassù, le nostre preghiere, dove sanno distinguere tra chi benedice, in nome loro, i carri armati e chi ne muore. Sempre che siano in ascolto!
Occupiamocene, tutti!
 E se qualcuno dice che non sono fatti nostri, invitiamolo a cambiare pianeta, e se gli riesce, persino costellazione, augurandogli di cuore di evitare i buchi neri.
Occupiamocene, tutti.

Siamo in democrazia, dando il voto a chi dice la verità sia su basi storiche che umane, perché nessun umano possa mai più arrogarsi il diritto di uccidere un suo simile. Ripeto, da sempre, un pensiero di Roger Garaudy, che trovo risolutivo: " la libertà è la presa di coscienza della propria appartenenza al tutto".