giovedì 15 maggio 2014

Prendere il mondo per i piedi e ...



Prendere il mondo,

per i piedi, capovolgerlo scuotendolo ben bene ed a fondo, così facendo potrebbero cadergli di tasca tutti coloro che nel mondo non credono. Io sono affascinato da tutti coloro che si alzano al levar del sole con un preciso programma: imbrogliare, fottere, ingannare più gente possibile, Naturalmente ben protetti dalle legislazioni da loro stessi volute e promulgate. Una delle loro amenità, con cui rallegrano i pochi minuti di svago che si permettono durante una dura giornata di lavoro, è quella d’inventarsi principi etici e morali con cui, oltre a farsene paladini, impartiscono coram populo lezioni di profonda economia sociale e politica.
La sera, accompagnati a casa dai loro autisti, si ritirano nelle loro stanze segrete e si abbandonano ad un felice applauso con cui gratificando il duro lavoro appena compiuto. Non senza aver prima per pochi minuti esser passati sul giovane corpo di una lei o di un lui che, a pagamento, sono assolutamente innamorati di loro. Di tutti costoro io sono affascinato!

Mentre provo una grande pietà e compassione  per tutti quelli come me ( nel mio caso induco anche a manifestazioni di rabbia e di schifo) che, pur avendo capito l’andazzo ci si sono adagiati, cercando di ritagliarsi un angolino riservato in cui cuocere un proprio pentolino di brodo. In realtà sono proprio questi e tanti altri più fortunati di loro che permettono ai primi il loro tenore di vita. Tanti altri … in realtà una massa sterminata! Più fortunati perché non hanno capito niente di tutto l’andazzo. E sono per l’appunto contenti di non averci capito un …! La tragicità di tutto questo sta nel fatto che sia gli uni che gli altri hanno la possibilità di vivere in un posto bellissimo che indifferentemente li accoglie tutti quanti. Questo incredibile, bellissimo mondo! Oddio, mi si dice che anche lui si sta rompendo gli zebedei per come, sia gli uni che gli altri, lo trattano. A questo proposito mi si dice che tra un cent’anni, se qualcosa non cambia, si scioglieranno i ghiacci dei due poli e me ne dispiace dal profondo del cuore, ma Venezia andrà in fondo al mare. Di NewYork, potrebbe non importarmene. Soluzioni?! Oltre che trasportare Venezia in montagna, di più realistiche non se ne vedono. Perché? Perché non manca certo la fantasia per inventarsi anche semplici palliativi, manca assolutamente da ambo le parti la volontà di fare qualcosa. Da un lato non se ne capisce il guadagno immediato e dall’ altra, un qualsiasi venticello che possa turbare la loro, la nostra, tranquilla quiescenza, potrebbe essere foriero di un tifone destabilizzante. E poi, diciamocelo, teniamo famiglia!