lunedì 26 maggio 2014

Elezioni europee 2014

Certamente qualcuno ha vinto e qualcuno ha perso. Elezioni politiche europee 2014. Già, siamo nel 2014 e, ciononostante in alcuni paesi europei, si sono affermati partiti politici della destra più estrema. In Grecia, per esempio. C’è da dire che la madre della democrazia non è insolita a generare mostriciattoli, anche se a differenza  di ciò che erano soliti fare gli spartani, non li butta nella spazzatura. Così nella Austria felix ed addirittura in Germania, un indicibile partito neo nazista manda un deputato al Parlamento Europeo. Uno poteva  credere che il vaso fosse già stato colmato e dimenticato, invece non è così! C’è ancora qualcuno che non si vergogna.
Qualcuno poi ha vinto!
Ma io vorrei riflettere su chi veramente ha perso in queste elezioni.
A mio avviso abbiamo perso qualcosa come 200 milioni di voti in Europa! Mica pochi! Cioè, c’è stata circa la metà di coloro che soffrono o usufruiscono delle leggi europee,  che non votano né per questo o per quello. Praticamente vivono in Europa, viaggiano da un Paese all’altro con un solo documento d’identità, possono avere gli stessi diritti di assistenza, la stessa moneta e quant’altro, a loro insaputa. Scaiola docet!
Vediamo, secondo me, di chi è la colpa di tale insipienza. Intanto è di loro stessi, uno per uno. Ma secondo me la vera straordinaria colpa è dell’Europa stessa! Questa  non ha saputo, e forse nemmeno voluto, “colloquiare” con tutti gli europei, nel loro insieme e con ognuno di loro.
Non gli sono certamente mancati i mezzi. Quello che le è mancato è un progetto politico di comunicazione. Oddio, fosse solo per la mancanza di un progetto di comunicazione … Prendiamo una carenza colossale: l’assoluta mancanza di progetto per una politica estera. L’Europa, a differenza della Cina, degli Stati Uniti, dell’India e già che ci siamo persino della Repubblica di San Marino, secondo me, non da segno di esistenza. Se c’è stato un disegno politico di tal fatta non se n’è accorto nessuno. Tanto meno i nostri due marinai in India, ma nemmeno abbiamo visto effetti d’intervento in altre mille occasioni che non fossero un bell'aiuto alle banche o quelle di aiutare gli USA ad esportare la loro democrazia. Certo, mi si può dire che l’Europa è intervenuta per ordinarci la misura massima dei fagiolini o il diametro dei piselli, sani interventi in agricoltura, determinanti per abolire la fame nel mondo. Ma per educare ad essere europei 400 milioni di cittadini europei, cosa ha fatto? Oltre che a mettergli in tasca lo stesso tipo di moneta? Cosa che tra l’altro, nemmeno tutti ne hanno capito i benefici, anche in considerazione che la relativa speculazione ha avuto molte e disastrose fioriture, con qualsiasi temperatura.
Detto questo, che dimostra la mia completa impreparazione, confesso di aver ricevuto dai candidati italiani alle elezioni europee una quantità indicibile d’informazioni su quanto, una volta eletti, avrebbero lavorato per un’Europa in cui i 400 milioni di abitanti fossero orgogliosi della loro democrazia. Veramente indicibili! Secondo me, l’unico elenco delle cose da fare l’ho lette nel programma di Tsipras. Un greco, meno male!
Gli urlatori ed i sussurratori nostrani non mi pare abbiano brillato, in questo senso. Tant’è che tutti, eccetto uno, hanno di poco sollevato al testa dalla loro abituale aridità d’idee.

Non m’è morta la speranza! Un figlio di mio figlio ha tre anni. E’ probabile che tra una ventina d’anni, da adesso, le cose cambino, Ci vorrà tempo, anche se rigurgiti di un passato, sempre più lontano ma non per questo meno doloroso, creano sempre angosciosi nodi alla gola.