domenica 20 luglio 2014

Il nord del sud del nord

Il nord del sud del nord

La notizia è questa: gli Stati Uniti d’America si impegnano a restituire agli Indiani i territori da cui sono stati espulsi! Non so se sia vera o ben inventata, comunque sarebbe bello vedere i Sioux, i Cheyenne, gli Irochesi o altre etnie indiane ritornare  nelle terre dei loro avi. A questa notizia viene pubblicato un commento che dice come gli ultimi esuli al mondo sono gli indiani d’America ed i meridionale d’Italia. Sarcasmo? Umorismo? Verità? Non ne so la causale corretta ma purtroppo credo che questo commento corrisponda da un sentire diffuso. Non tanto tra popoli di medesima origine territoriale quanto anche ed in maggior misura tra neri e bianchi, biondi e gialli, neri e marroni. Quando poi gente della  pelle di ugual colore nasce un po’ più a nord o un po’ più a sud c’è chi sottolinea profonde differenze. Circa quattrocento anni fa, un sudista, per chi sta a nord di Nola o un nordista, per chi sta a sud di Nola, intuiva che il nostro universo avesse una forma sferica, finita ma senza confini, il cui centro era ovunque. Quasi a dimostrazione che quando uno è intelligente, ovunque sia nato, è nato al centro dell’universo! Siamo nella seconda metà del duemilaquattordici, in Europa, anzi meglio in un territorio chiamato Italia, culla sia del Nolano, tal Giordano Bruno come del Pisano, tal Galileo Galilei e di qualcun altro!  Ciononostante c’è ancora qualcuno, liberissimo di pensarlo, che crede esista realmente un nord od un sud di qualcosa, e che questa non sia una convenzione, ma una realtà decifrabile attraverso somatismi particolari. Non si può impedire e non si deve impedire a nessuno di pensare quello che pensa, tranne impedirgli di utilizzare il suo pensiero per isolarsi scioccamente dalla realtà. E soprattutto bisogna con calma impedirgli di utilizzare questo suo isolamento ai danni di altri esseri umani.

Un'altra cosa contro cui si deve educatamente combattere è l’ignoranza, mamma accertata di superstizioni e di violenza. Educazione che può venire solo attraverso una scuola laica ben acculturata nel senso che la definizione di un essere umano è esclusivamente quella di essere un umano. Quanto tempo ci vorrà perché sempre più esseri umani si convincano dell’inesistenza di un nord, di un sud, o di un est e di un ovest? Ancora un bel po’ di tempo! Perché non è la speranza l’ultima a dover morire, ma la stupida ignoranza che, ancor oggi che siamo a metà del duemilaquattordici in Europa, in un territorio chiamato Italia, regna sovrana!