venerdì 18 luglio 2014

E poi si chiamano Potenze!

 Potenze

Le chiamano così!  Ci sono degli Stati, della Nazioni, dei Territori e dei Governi, su questa terra, che vengono definite così: potenze. Su altri pianeti non è dato, per ora, sapere. Ci sono potenze militari, industriali, manifatturiere, economiche, più aggettivazioni s’inventano e più ci si possono mettere. Mancano, riflettendoci, potenze religiose, stati teocratici assoluti. Forse alcuni territori in cui i cittadini si dedicano ad un loro particolare dio si possono autodefinire teocratici; ma il loro essere è di tipo meteorologico, variabile. Quando poi alcune potenze si uniscono in federazioni, assumono graduatorie da gare sportive. L’Europa, per esempio, è una delle prime, se non la prima potenza mondiale. Abile soprattutto nel masturbarsi. Al di là di questo giudizio volgare, la cosa di per se dovrebbe incutere timore o al massimo incutere rispetto da parte di altri agglomerati di Stati. Forse la potenza dell’Europa è paragonabile a quella di uno strano energumeno che fortissimo nel braccio destro ed altrettanto forte nel sinistro, poderoso nel tirare calci e pericoloso nel picchiare grosse testate, tuttavia incapace di fare agire tutte le sue forze in maniera coordinata. Ergo, la sua potenza, si rivela al momento opportuno ridicola e impotente. Altre potenze fortissime nel coordinarsi e quindi nell’imporsi sono altrettanto bravissime a trovare auliche giustificazioni morali ed etiche solo a condizione che la parte economica del loro insieme ne tragga enormi guadagni. Per la verità, questo non sempre gli riesce, volendo abbracciare ai loro fini, anche parte della Luna e di Marte, non bastandogli le loro spiagge che si affacciano su un paio di oceani. Per di più questo non gli riesce bene soprattutto quando eleggono comandante supremo un personaggio afflitto da moralismo e non sufficientemente spregiudicato. Altre potenze  sono tali solo per due ragioni fondamentali. La prima è che dovunque facciano un buco nelle loro terre, ne schizzano fuori ricchezze a non finire, anche di tipo demografico. La seconda è che queste ricchezze  solo in minimissima parte proiettano le loro ombre sulle singole popolazioni, ma vanno a rimpinguare gli arsenali dei singoli poteri. Tutte queste hanno un gioco preferito: ci sono parti del mondo molto ricche, abitate da gente che per centinaia di anni è stata aggiogata a questa od a quella e che costrette dall’evolversi dei tempi vengono fatte  giocare  al gioco della democrazia. Quindi ne armano qualche singolo governo perché s’impadronisca di Stati vicini, scatenando infinite guerre tra poveri abitanti su terre ricchissime, in un gioco al massacro che le varie potenze guidano per corrispondenza. Come dicevo prima, le chiamano: Potenze.
Quando poi s’imputridiscono vecchie ferite nei loro corpi, allora le varie Europe, Use, Russie e Cine si svegliano d’improvviso facendo, tra di loro, la voce grossa.
Se poi, in questo vociare, un imbecille qualsiasi spara un razzo ed abbatte un aereo di linea uccidendo un bel coktail di persone native delle varie Potenze, tutte insieme elevano lamenti al cielo accusandosi reciprocamente di aver premuto il grilletto! A questo gomitolo di Potenze si complica la vita quando alcune di loro, all’insaputa ufficiale l’una dell’altra, scatenano delle autentiche guerriglie guerresche in cui muoiono dei bambini! Pietà per chiunque è vittima di cotanti idiozie. Nessuna, dico, nessuna pietà per l’alzata delle bandiere dell’ ipocrisie, quando a morire sono donne, vecchi e bambini. Questi sono morti ovunque: da Coventry a Dresda, da san Pietroburgo a Hiroshima e Nagasaki. Prima li uccidono e poi chiedono perdono!
Non vedo via d’uscita dalle tragedie scatenate da queste Potenze. A meno che, stanchi dei tanti fuochi d’artificio che scoppiano su questa Terra i nostri vicini alieni non c’invadano in massa. Ristabilendo ordine e giustizia.

E se fossero anche loro una Potenza!!!