mercoledì 3 settembre 2014

La grande pioggia



 Nel 1939, dal libro di Louis Bromfield, il regista Clarence Brown trasse un grande film! La Grande Pioggia. A parte Tyrone Power, nella parte di un affascinante medico indiano e Myrna Loy in quella di una lady english, annoiata e pronta a non annoiarsi, recitava un metro e cinquanta di splendida donna, russa, la sessantatreenne Marija Uspenskaja! E per la sua bravura, un Oscar come attrice non protagonista, e per la mano del Brown, interpretando una principessa indiana, esprimeva, con il suo ghigno che emergeva dal cerone, tutta la sua avversione e forzata accettazione nei confronti del colonialismo inglese. Un film strappa lacrime di ottima recitazione hollywodiana, con un grande impatto sul pubblico di tutto il mondo. Oggi, a distanza di quasi cento anni dalle scene così descritte, nella civilissima Italia moderna, può venire giù qualsiasi grande pioggia che i cittadini di campagna, di montagna, di paese e di grande città, non se ne accorgono neppure! Anche perché, ora come allora, molti restano sepolti da frane, affogati in allagamenti, esondazione di ruscelli e di fiumi, privati di ogni loro bene. A differenza di allora i nostri umidi conterranei vengono ripresi dalla televisione che documenta frane, allagamenti, mobili buttati al macero e funzioni funebri in cui, i rimasti vivi, chissà perché, applaudono i morti! Non ci facciamo mancare niente, tant’è che in assenza di un colonialismo inglese opprimente, non ci priviamo del piacere di esprimere il nostro dolore infilzando perline di parole anglosassoni nelle nostre lamentele. Per consolazione ci dicono che il tempo, brutto o bello, sta cambiando le stagioni. In fondo è quello che tutti volevamo: Natale il 15 agosto, con neve calda e sole, le vacanze estive al 31 dicembre facendo il bagno tra le onde del Mediterraneo che bagneranno la coste delle Langhe e del Chianti! Se poi ci sarà da ritenere responsabile qualcuno che ha violentato la natura così a lungo e con tanta ferocia, troveremo senza dubbio un colpevole che non c’entrerà niente con l’accaduto, ma sarà utile per nascondere produttori  dei gas nocivi con cui si continuerà ad avvelenare la terra; per dar modo a questi ultimi di continuare questa nuova forma nostrana di colonialismo in cui tutti noi siamo gli indiani di turno. Oppressi non più dalla dominazione di una sola nazione straniera, ma oppressi dalla nostra stessa ignoranza. Colonizzati dalla nostra idiozia.
Questo ultimo agosto è stato un antipasto, con aperitivo, di ciò che ci verrà servito a pranzo ed a cena.
Oggi 3 settembre 2014 uscendo di casa, nel Chianti, il termometro dell’auto segnava 14 gradi sopra lo zero. Ci siamo ritenuti fortunati. Nello scendere a Firenze siamo saliti  a 18 gradi! Praticamente, novembre!
Di una cosa siamo sicurissimi, che, in omaggio al meteo, un qualche canale televisivo metterà in onda per la duecento millesima volta un bellissimo film: La Grande Pioggia.