venerdì 12 settembre 2014

Un film dell’orrore


Film su Raitre, in prima serata. Titolo Margin Call. Produzione USA, uscito nel 2008 in Estonia. Categoria: Horror
Nessun avviso agli spettatori. Film non vietato. Storia: come ci si arricchisce vendendo carta straccia, sub prime, mutui ed altre cialtronate. Il succo della storia è “mors tua vita mea”. Obbiettivo “operare da leader nel mondo globale”. Perché nella categoria Horror? Dimostra, con bravura di recitazione, con ottimo testo ed efficace musica e fotografia, l’assoluta inconsistenza di come un lavoratore nella democratica America viene considerato. Un nulla, leggermente meno di un nulla. Indipendentemente dagli anni della sua vita che ha dedicato a quel lavoro, dai suoi progetti, dalla validità del suo apporto allo sviluppo dell’azienda dove lavora. Niente! L’unico protagonista che si salva, a stento, ma si salva, è il dollaro. In mano ad un capo banda, azzimato e truce quanto basta, la storia narra come sia possibile in una società, come quella umana, alberghino belve miliardarie di tale ferocia e stupidità. Non producono niente, non fabbricano nulla; solo, fino ad un certo punto, generano utili immensi per un piccolo gruppo di complici. Dall’alto del loro grattacielo osservano  l’immensità della città sotto di loro, una luminosa New York, che per la loro cupidigia assurda, stanno distruggendo. Il cinismo non c’entra proprio! Non sono cinici, sono al di là di ogni considerazione tal sì che, difficilmente, uno zoo li ospiterebbe. Un medio capetto da due milioni e mezzo di dollari l’anno elenca come spende questa cifra enorme: la metà va al fisco (meno male, da noi…) e poi nell’elenco spuntano ottantamila dollari spesi in puttane. Se, dio ne guardi, viene sfiorato da un sentimento, ci resta stecchito. I latini dicevano “in vino, veritas”. Qui si potrebbe dire: nei film, a volte, c’è verità. Vedendo in questi uffici una marea di monitor accesi giorno e notte, vengono i brividi nella schiena e sorge questa domanda: se questa gente è il pilastro dell’economia di un Paese, con cosa li si può sostituire o cancellare, se loro sono padroni di spostare miliardi di dollari da una parte all’altra del globo… noi che avevamo spensierati nonni che cantavano “se avessi mille lire al mese …” dove stiamo vivendo? In un film dell’orrore?!
E’ questa l’economia del mondo, basata sulla cialtronaggine di questa gente per la quale esiste solo un’esasperata crescita senza alcuna crescita di benessere. Immagino, poi, se a queste bande tornasse utile finanziare fabbriche di guerra, cosa potrebbe succedere in tante aree povere del mondo. Già, a proposito, che non sia esattamente quello che sta succedendo?!