mercoledì 6 agosto 2014

Vacanze


Trattasi di una derivante da “vacante”, participio presente dal verbo latino “vacare”. Lasciare libero, abbandonare un posto. Recentemente tre miei carissimi amici, nati assai prima di me, se ne sono andati in vacanza, sempre tra luglio ed agosto, intraprendendo uno di quei viaggi lunghissimi da cui alcuni ne sostengono il ritorno. Altri ci mettono una pietra sopra con tanto di requiem. Io, invece, in questa non estate mi ricordo di loro, con affetto.
Ci sono vacanze e vacanze. Da quella estiva, agostana, ne è previsto il ritorno alla tal data ed alla tal ora.
Di una partenza e di un ritorno sono certo! La partenza: mi riempie di gioia sapere che, chi in questo caso parte, lo farebbe, se potesse, mettendosi le ali ai piedi!  Non solo perché torna nella terra natia, ma perché rivede una o due delle persone che ha più a cuore. La sua felicità mi si trasmette in altrettanta felicità. Per troppi giorni soffrirò di nostalgia: dolore ed ansia, algos, per il suo “nostos”. Ritorno. Anche se in realtà, sia al passato che al presente e tan poco al futuro, rispetto a ciò che mi piacerebbe avere, non avrò che la sua straordinaria amicizia ed il suo solare sorriso. Due miracoli!
Per debellare rischi di definitiva partenza, anche perché al momento non l’avrei in programma, farò brillanti e vivissime vacanze a casa mia. Finirò di leggere Ovidio, riprenderò in mano l’ultimo libro di Rovelli e mi occuperò di alcuni amici che stanno per ospitare a cena niente meno che Pirandello! Naturalmente nel libro che sto divertendomi a scrivere. A parte il fatto che avrò tutto il tempo a disposizione per ricamare il programma di presentazione del mio ultimo libro, dal titolo: I colloqui del dottor Mamo. Anzi, con l’occasione invito gli amici che per caso mi leggono di tenersi pronti per il 4 ottobre prossimo, alle ore 18, presso lo studio di scultura, la Galleria Romanelli in Borgo San Frediano a Firenze, ad intervenire per una merenda e per parlare con il dottor Mamo!!!