lunedì 20 gennaio 2014

Perché ti amo, quantisticamente parlando

Perché ti amo

"La realtà è tessuta di eventi granulari: tra un evento e l'altro spazio, tempo, materia ed energia sono sciolti in una nuvola di probabilità. Appare una struttura elementare del mondo in cui non esiste spazio, tempo, generata da un pullulare di eventi quantistici!" Il che, osserva Carlo Rovelli nel suo libro " La realtà non é come ci appare", è cosa ben diversa da come hanno voluto insegnarcela a scuola. Lo scriveva anche Enrico Bellone nel suo ultimo libro e lo stanno scrivendo gran parte degli scienziati via via che si addentrano nello studio e nella scoperta di ciò che ci circonda e di ciò in cui viviamo.Se così stanno le cose e pare proprio che così stiano, dico che, forse, varrebbe la pena descrivere di nuovo ed in maniera più aderente alla realtà, cosa sia questa vita e già che ci siamo, cercare nuovamente i tanti perché che fin'ora ci hanno e continuano a travolgersi con tutte le loro inutili sofferenze, con qualche piccola gioia Mi vengono in mente alcuni nomi: nascita e morte, le tante inquisizioni, gli amori ed i tradimenti, le passioni, la politica, le banche, le truffe finanziarie che sconvolgono l'economia, l'economia stessa, le guerre, gli odi razziali, i bianchi i neri i rossi ed i gialli ... ma poi su tutte queste " gioie" che hanno allietato l'umanità dalla sua origine ad oggi, qualcuno, cortesemente, mi spieghi " perché ti amo!".Che tipo di evento probabilistico ha soffiato sulla mia nube quantistica al punto tale che i miei sogni ( quantistici pure loro) si sono impregnati della tua immagine, e ricevono luce dal tuo sorriso? A che gioco giocano tutti quei soloni che fino ad oggi hanno pontificato dai loro pulpiti sulla eticità, sulla moralità e  chi più ce ne ha più ce ne metta!
Che gli uomini incatenati in fondo alla platonica grotta, una volta liberati abbiano voglia di tornarsene al buio si giustifica con la paura della luce e della conoscenza. Tra non sapere cosa si è e perché lo si è, alcuni - qualche miliardo di esseri umani- si illudono di essere quello che, forse, non sono. Non solo gli scienziati ma anche i poeti lo avevano intuito: da Democrito a Lucrezio fino a Calderon de la Barca " Sogna il re che è re ed in tale inganno vive sognando" ( o regnando). Il dubbio arrovella l'animo fin da quando si è accorto che non erano le risposte insufficienti e fallaci ma le domande erano poste in modo da essere falsamente accontentate. Già! Il primo uomo lo aveva chiesto al suo creatore. e Lui gli aveva risposto che la sua funzione era quella di dare nome alle cose! L'ometto ci aveva preso gusto ed invece di arrostire il serpente si era pappato la mela ( curioso della conoscenza) e s'era inventato un vocabolario intero, quasi tutto sbagliato. In base al teorema scientifico che indica come il gatto si morda la goda, qualcuno, di buona volontà e di sicura conoscenza scientifica mi spieghi il " perchè ti amo!". Sentitamente, ringrazio!