giovedì 20 giugno 2013

A Recep Tayyip Erdogan


dal sitowww.cartoonstock.com
Mi piacerebbe scriverLe una lettera… gentile signor Recep Tayyip Erdogan, per esternarLe tutta la mia preoccupazione per ciò che sta accadendo nel Suo, penso, meraviglioso Paese, dove non sono mai stato e probabilmente mai verrò. Le scrivo perché sono convinto che gli umani, qui su questo mondo, siano tutti diversi tra loro con il vantaggio di essere tutti uguali per diritti e doveri! Anche se questa convinzione, a molti, purtroppo, può sembrare una solenne stronzata.
Sentiamo  dire, qui da noi, che, in quella grande e splendida piazza dove crescono alberi secolari, ad Instanbul, città antichissima di nobile cultura, la polizia turca ha “pulito” tutto ciò che una parte del popolo turco, compreso se stesso, era stato costretto ad abbandonare. Qui si dice che la polizia del suo democratico governo abbia gettato, sul popolo turco, insieme a cannonate d’acqua, anche una medicina gialla, dicono, poco terapeutica. La quale, oltre alla pelle, sia dannosissima alla democrazia. A proposito, mi scusi, come si dice democrazia, in turco?!
Io non  credo che ciò sia successo! Anche se lo si è visto in televisione. Tra l’altro Lei, gentile signore, è anche Leader di un partito politico che si chiama Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, quindi non può aver ordinato cose così inumane e idiote per quanto, l’ho sentita dire, nella traduzione in italiano, ad una folla piena di bandiere del suo Partito, che il suo governo, stava per perdere o aveva perso la pazienza. Che come lei sa è una virtù dei forti, la pazienza. Perderla è da distratti o da dittatorucoli di quart’ordine.
Visto che Lei è nato a metà degli anni ’50, ha studiato all’Università … insomma non è un caporale - tanto per intenderci - europeo che, diventato zimbello di un gruppetto di sordidi capitalisti, crede di essere un Dux in divisa e baffetti d’ordinanza, e pertanto autorizzato a scatenare autentici massacri.
Dia ordine al suo Governo, La prego, di guardare ovunque, negli armadi, sotto gli scranni del suo Parlamento o nelle proprie tasche e ritrovarla … la pazienza. Nel caso in cui non la ritroviate, fate finta di averla ritrovata! E ditelo al popolo che l’avete ritrovata. E’ già capitato, nel corso della storia umana, che se, anche ad un popolo  capitasse di perderla - la pazienza - va a finire che, coloro che sono al governo, così distrattamente, sono destinati a  perdere qualcosa. Ad esempio, la testa! Il che è  proprio brutto, anche se, mi domando, dove abbia la testa quella gente che, al governo democratico di un grande Paese democratico,  dichiara minacciosamente di aver perso la pazienza!
Un ultima nota: sento dire che Lei minaccia di far intervenire l’esercito! Non lo faccia e se ha un residuo di coraggio, faccia intervenire il popolo, con nuove elezioni.


Cordialità, poche.