giovedì 15 gennaio 2015

Sulle religioni.

Negli ultimi tremila anni (spiccioli rispetto al resto) solo tre uomini, in grande evidenza su altri, hanno profondamente influenzato l'umanità con la forza e l'innovazione del loro pensiero. Nell'ordine: Buddha, Gesù Cristo e Maometto. Sulla base del loro pensiero, straordinario ed assolutamente nuovo rispetto a quanto esprimevano le singole civiltà, hanno condotto l'uomo ad una maggior riflessione su se stesso e sulla necessità di una conduzione di vita meno bestiale, tentando di creargli una nuova identità umana. Così come viaggiavano, in tempi lunghissimi spezie e sete, così viaggiavano le idee. Di qualunque cosa ed ovunque ne veniva fatto mercato, soprattutto con le idee. Cercando testimonianze alle proprie letture nella costruzione di enormi castelli. Questi venivano a loro volta gestiti ad uso e consumo di pochi uomini eternamente senza scrupoli, col solo obbiettivo di porre sotto il proprio dominio tutti coloro che di quel castello ne erano per caso o per scelta abitanti. La leva principale del convincimento: la paura della morte e la promessa di un nuova vita dopo la morte! Niente di più affascinante e travisante la realtà. Non mi pare ci sia traccia che il pensiero dei tre grandi uomini, Buddha, Gesù Cristo e Maometto, contenesse il progetto di creare un qualcosa che si opponesse ad altri castelli. Lo stesso Maometto che traeva il suo pensiero dall'ebraismo e dal nascente cristianesimo, tenta io credo di integrarne il pensiero. Questo insieme di castelli sono stati chiamati: religioni. Con questo nome si sono indicati anche una miriade di villaggi che sull'esempio dell'uno e o dell'altro, sono sorti nel tempo. In realtà questo altisonante nome il cui significato altissimo si richiama ad una volontà unificativa, non ha mai tradotto, in realtà, alcuna unione. Inutile ricordare come nel corso dei secoli le varie fedi religiose, alla ricerca di una propria supremazia, abbiano tentato, usando i mezzi più crudeli possibili, di impadronirsi di tutto ciò che apparteneva a castellani di altri castelli. Vale però la gioia di riferire una passo del poema indiano: il Bhagavadagta. Una prima edizione risale al 3° secolo a.C. Il re Arjuna passa in rivista in due eserciti nemici a bordo di un carro giudato nientemeno che da Krishna, il suo dio. E gli chiede se il vedere molti uomini che pregano anche dei diversi da lui non gli crei un profondo fastidio. Krishsna rispone: No, purché la loro preghiera sia espressa con fede!
Aggiungo che, forse, Krishna era un dio di altri tempi.
Da sempre chi ha avuto la pretesa di gestire tutto ciò che sul pensiero di grandi filosofi veniva costruito, non ha fatto altro che combattere, uccidere chi apparteneva ad altri castelli.
Il cardinale che guidava l'assalto alla cittadina provenzale in cui si erano asserragliati i Catari, poco meno di un millennio fa, (puri interpreti di un nuovo cristianesimo) al generale che guidava le truppe cattoliche che chiedeva, poco prima dell'assalto finale, come poteva distinguere i Catari dagli altri cittadini, rispose: Tu uccidili tutti, ci penserà Dio a distinguere gli uni dagli altri.
Poi venne la lettura del De reruma naturae e poi il 1600 ... Bruno, Galilei, Spinoza ed altri ... che anticiparono i Lumi settecenteschi e da bravi incatenati al fondo delle caverne, gli uomini cominciarono a rivedere la luce di se stessi.
Oggi, 2015, mossi da poteri ed interessi ancora più meschini, branchi di idioti, e piccolissimi uomini e donne, che ignorano completamente le grandi conquiste filosofiche, sociali e scientifiche dell'umanità, sventolano bandiere religiose urlando frasi di cui non conoscono i significati.

Le rezioni sono immediate. Mi auguro che, nonostante anch'io pensi che non debbano esserlo, esse siano pacifiche. Pur io sia cosciente che non lo saranno perché l'unica cosa che gli idioti sentono ed intendono sono i colpi di cannone, per di più alcuni di essi credono così di raggiungere l'eterna felicità! Fosre, ma non ne sono sicuro, vale la pena accontentarli.