martedì 20 gennaio 2015

Riflessione sull'oggi

Riflessione

Se qualcuno dovesse stabilire cosa sia la tolleranza dovrebbe secondo me, prima di tutto, rivolgersi a se stesso per capire se è in grado di valutare l'intelligenza e la capacità di comprensione delle persone a cui si sta rivolgendo e comprensione ed intelligenza di quelle che si rivolgono a lui stesso. Il grado di tolleranza è strettamente proporzionale alla propria intelligenza! Se ho di fronte un personaggio la cui acculturazione è limitata nel tempo e nello spazio non devo offendere quelli che secondo me sono i suoi limiti di comprensione. Diversamente la sua reazione sarà proporzionale alla sua capacità di accettazione e normalmente sarà violenta. L'essere tollerante nei confronti di chiunque, figli, parenti, amici e nemici compresi, sta nel considerare come limite la mia capacità di comprendere i loro bisogni. E conseguentemente agire in modo dialogante, impedendo con la logicità del mio agire il superamento di ben determinate barriere che sono, ad esempio, la mia e la loro libertà di espressione. Se il mio agire è considerato offensivo devo registringere i campo della mia azione, facendo ben capire che se si vuol venire a vivere in quello stesso campo lo si può fare nel rispetto delle leggi che lo governano, dimostrando col proprio esempio che noi stessi ne siamo rispettosi. Ma, quando mai?!
Quanto tempo ci vorrà perché queste semplici regole siano ovunque accettate? Storicamente l'umanità ha fatto di tutto, ed anche di più, per non rispettarle, ben sapendo di imporre, con la forza, agli altri una propria singolare visione della realtà. In tutti i campi, religioso, politico, sociale ed economico.
Una maggior presa di coscienza sta lentamente, tra una bomba e l'altra, affacciandosi alla società mondiale. La presa di coscienza è una conseguenza dell'ampliamento della conoscenza. Tutti siamo inorriditi per quanto è successo a Parigi. Quanti di noi sono inorriditi per quanto è successo in passato e per quanto sta succedendo in quei Paesi che tentano di uscire dalla stretta osssessiva del colonialismo, magari ripiombando in una situazione ancora peggiore? Certo nel Niger vengono bruciate decine di chiese cattoliche. Abbiamo notizie che l'evangelizzazione di quelle popolazioni abbia posto barriere, nel corso del tempo, allo sfruttamento indecentemente continuo delle loro ricchezze da parte dei Paesi come la Francia? Evangelizzazione, democrazia, libertà sono parole che formano coscienze e che giustamente, da alcuni punti di vista, armano mani. In particolare quando queste mani sono armate da interesse di diversi colonialismi, in molti casi mascherati da fedi religiose in cui superstizione e visioni semplicistiche della realtà affascianano ed al solito ottundono intelligenze. In effetti la loro azione propagandistica si rivolge contro la cultura, contro la ricerca scientifica … come già in passato altre forme religiose, oggi leggermente evolute, hanno fatto con gravissimi danni a se stesse ed all'umanità.
Possiamo invocare la tolleranza altrui senza dimostrare noi stessi di essere tolleranti? E soprattutto praticare quel credo che sostiene l'uguaglianza di tutti gli umani, per diritti e doveri!

Libertà, come presa di coscienza dela propria appartenenza al tutto, democrazia, come giustizia sociale ed economica, ..uguaglianza nella libera diversità di scelte di vita … sono concetti in gestazione la cui nascita, come tutti i parti difficili, porteranno dolore alla madre “genere umano”. Una volta nati, dovranno crescere e diventare adulti … sempre che sia possibile nutrirli!