giovedì 18 luglio 2013

Libertà di parola

Si deve essere liberi di dire ciò che si pensa, ma obbligati a pensare ciò che si sta per dire. Parafrasando un pensiero di Indro Montanelli, dedico a me stesso ed a tutti voi questa riflessione. In particolare la dedico a coloro che, non essendo stati capaci di trovare nella loro vita nient’altro da fare, hanno avuto la presunzione di dedicarsi “all'arte di amministrare la città”. Cioè, fare politica. Ed esercitano questo loro diritto dovere in uno Stato democratico sulla cui Costituzione hanno giurato obbedienza e fedeltà. Ovviamente senza leggerne alcunché e, se letta, senza capirne un bel niente. D’altro canto messi in condizione di governare ne hanno sovvertito alcune leggi, sulla base delle quali il loro non pensare e parlare a vanvera, li avrebbe puniti severamente. C’è anche da dire che si tratta spesso della stessa mandria di individui. Da chi si pulisce il culo con la bandiera tricolore, a chi vede nella fotografia dell’attuale governo idiote somiglianze con animali di cui invidia, naturalmente, onestà ed intelligenza. A questi personaggi di cosiddetta grande levatura culturale che si dilettano a schernire qualcun altro, va aggiunto chi dileggia un avversario politico non per la sua cronica ed arrogante mancanza di idee, ma per la scarsità dei suoi centimetri, in altezza. Di queste “quisquilie” si occupano le cronache.
C’è del marcio, in Italia, direbbe Amleto! Per esempio, che differenza di tipologia umana potrebbe esserci tra chi vive con una pensione annuale di poco più di seimila euro l’anno ed il Presidente dell’INPS, che su sua dichiarazione, incassa annualmente un milione e duecentomila euro l’anno??!! Telefonare ad Amleto per la risposta!