martedì 10 giugno 2014

Lettera ad una amica

Sorridi. Con sicurezza mi dici, quasi schernendomi, che non è vero. Che non so niente di te! Vorresti aggiungere che non è possibile che io ti conosca così come dico di conoscerti. In fondo cosa sono i pochi ultimi anni che hai passato guardandomi, sentendomi raccontare di me, delle mie gioie, delle mie lacrime! Non credo tu mi abbia mai ascoltato veramente. Non hai idea di chi io sia veramente. E’ questo che sembra tu voglia dirmi.
Io ti sorrido. Anche perché vederti, per me, vuol dire sorridere, alla vita! E tu, questo, lo sei! Confesso che non ho mai visto il tuo corpo, dal vivo. L’ho visto, fotografato, al mare. L’ho intravisto sotto i tuoi abiti. Ho visto la tua pelle. Potrei se ne fossi capace, disegnarti! Non posso non dirti che il tuo corpo mi suscita immagini bellissime, comunque esso si ponga. Ti osservo camminare, ondeggi lentamente, sei un vento leggero.
Così dipinta, ti confesso, sembri essere agli occhi miei e non solo, molto graziosa, a tratti bella. Un modo, di essere bella, discontinuo, come l’apparire e il non apparire. Il tutto crea fascino. Un particolare fascino che s’imprime nella mente a chi si sia fermato a guardarti. Ma non basta. Un fascino che va capito perché entusiasma alla vita. Strapazzarlo vorrebbe dire non aver capito il senso della bellezza del vivere. Averlo, è cosa che può rendere un uomo consapevole del paradiso.
Non è solo questo che dico di aver  capito, quando ti dico che so chi sei. Sorridi. M’inviti, con un silenzioso: sentiamo. Anzi, sostieni che non posso averti capita. Può anche darsi che l’esserti scoperta troppo ti dia fastidio, e così ti cerchi un rifugio sicuro, in un tuo smagliante sorriso. M’incanti.
Sostengo non soltanto di sapere chi sei ma, persino, cosa potresti essere. Inizio da quest’ultima. Basterebbe tu lo volessi veramente e potresti essere qualsiasi cosa tu volessi. Perché c’è in te una forza che si chiama perseveranza, a cui si aggiunge una sicura capacità di adattamento, miscelata ad una totale e fervidamente coltivabile intelligenza, leggermente frenata da una non volontà timida di credere in te stessa. La parte di te che io applaudo è che hai in te una capacità di amore e di amare straordinaria; lo vedo nel rapporto che hai con la tua famiglia, con i tuoi cari. Credimi è una rarità. Un loro dolore ti distrugge. Anche un diamante può essere spezzato. Se ne possono fare due. Sempre diamanti sono. Il sapere chi sei nasce anche nell’ascoltarti  affrontare la tua vita, e quindi il mio restarne stupito. E’ vero! E’ vero che con lo straordinario e dolcissimo carattere che ti stai costruendo ti credo anche capace di non essere te stessa, di rifugiarti in un giudizio negativo sulla tua capacità di affrontare il presente, magari cedendo per ottenere complicità ad una troppa espansione di te. E’ comunque un tuo sistema di difesa dovuto al fatto che ancora non hai piena coscienza della tua forza. Potrei, in una parola, su queste basi disegnare il tuo futuro!
Radioso, se imparerai a convivere, senza paura, con te stessa!
Io ho solo una fortuna: sapere che, questa mia lettera, non la leggerai mai!!