domenica 9 novembre 2014

Raccontino di primavera!





Ho incontrato un mio vecchissimo amico! Seduto su una panchina, si stava riscaldando ad un tiepido sole. Mi ha riconosciuto lui per primo, chiamandomi per nome! Sei te, vero?! Accidenti! Ma come stai? Quanto tempo è che non ci vedevamo! Mi sono seduto accanto a lui. Guardandolo bene in faccia m’è subito venuto di complimentarmi per il suo aspetto. Poche rughe, volto disteso, bel sorriso, mani ferme e curate; direi elegante e misurato, come sempre!
Allora, vecchio mio? Vecchio sarai te, visto che siamo coetanei! Ridacchiamo, chiacchieriamo riprendendo fili di discorsi e di ragionamenti, come se ci fossimo visti due giorni fa. A proposito, mi dice, visto che ti ostini a crederti uno scrittore, mi puoi dare un consiglio?! La prima tentazione è quella di dargli un sicuro indirizzo su dove farsi mandare. Sono o non sono un bravo scrittore! Ridacchiamo, e poi, bonariamente gli dico, spara. Mi chiede se ricordo la sua vita, la sua compagna, i suoi figli, l’amore che lo lega a loro. Tutto e bene, sostengo … quindi?
Quindi, detto in termini di comune comprensione, mi sono innamorato! La cosa non mi meraviglia tanto, conoscendolo bene: so per certo che in passato s’innamorava ogni cinque minuti! E per fortuna, restava innamorato giusto cinque o sei minuti. Glielo dico e ne sorridiamo insieme.
Continua a sorridere, lui da solo, con un velo di tristezza. Lo guardo. E, allora? Allora, un bel piffero! Cioè, gli chiedo. Si tratta di una fanciulla … Lo interrompo: una fanciulla? Si, a conti fatti se sua nonna avesse generato giovanissima sua mamma e così questa anche lei, mamma lo  fosse diventata, la fanciulla in questione potrebbe essere mia nipote! Ti basta, mi chiede!
A me?!  E di cosa ti sei innamorato? Magari è una gran bella figliola!
Una volta mi sarebbe bastato che fosse solo quello. Aiutami, se sei uno scrittore: sono alla ricerca di una parola, di una immagine, di un concetto che superi tutte le espressioni che normalmente si usano per esprimere questa sensazione che mi genera questo magnifico sentimento.
Addirittura un sentimento … con o senza  desiderio?
Bella domanda! Che comprenda anche il desiderio, che in questo caso, ti assicuro,  sarebbe fratello gemello dell’utopia. Mi hai capito?
No! Comunque tentiamo. Si tratta semplicemente di “amore”?
Ma?! Si e no! Amore esprime un concetto troppo preciso, troppo coinvolgente e nel contempo troppo vago. Non occorre rivestire questa parola con mantelli che ne mascherino l’identità e neppure mandarla nel mio cervello nuda e cruda. E’ un'altra cosa. Una cosa che mi affascina, mi fa desiderare anche solo il vederla, il sentirla parlare … per sentirmi bene, per essere a mio agio, oserei dire, essere felice!
Però! Deve essere molto bella!
Insisti, eh! Si e no! Lo è, ma non c’entra nulla! Insomma, tranne per qualche forma meravigliosa di particolari intelligenze! Ha per di più una facoltà che mi entusiasma. Spesso, e se ti dico spesso, mi sorprende! Come se mi si accendesse una luce improvvisa. Hai capito?
No!
Ma con chi sto parlando, io?! Se tu dovessi scrivere di me che seduto sulla mia vita,  ti racconto di lei e ti dico che l’ammiro e la guardo … cosa scriveresti!?

Scriverei … scriverei che ti sei imbattuto e stai vivendo attraverso di lei in una eterna primavera di vita. Lei ti è primavera di vita!