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giovedì 20 marzo 2014

Della corruzione

Dicono le cronache che il nostro è un paese corrotto. Anzi, è uno dei paesi così corrotti che gli investitori, che sono di altri paesi, evitano di portare qui i loro soldi. Ho scritto  la parola paese con la “p” minuscola. Tutto il mondo, dicono i saggi, è paese. Per l’appunto. Il che si traduce, puntando il dito verso il paese di cui sopra si condanna sia lo stato delle cose che una società la quale non riesce a condurre la propria esistenza se non corrompendo e cercando scappatoie per sfuggire a leggi, regolamenti, etc etc. Una situazione letteralmente esecrabile per un paese come il nostro. Che continuo a scrivere minuscolo. Come il nostro, dove sono state inventate le leggi, gli ordinamenti civili, gli eserciti, le religioni, dove le democrazie hanno cancellato governi resi tali per volere divino. In alcuni casi cancellando lo stesso Dio. Qui, praticamente in questo paese, è stato inventato tutto e già che ci si era è anche stato inventato il contrario di tutto. Uomini che hanno reso schiavi altri uomini. Uomini che hanno dato libertà ad altri uomini. Uomini che hanno indicato la loro razza dalla pallida pelle come superiore ad altre, per poi rendersi conto che non era vero. Che hanno martirizzato la parte migliore di loro, le donne, per poi rendersi conto che proprio le donne erano di molto, ma di molto, migliori dei maschi. Un paese dove l’onestà è stata inventata per dare modo agli onesti di criticare chi non lo era, vista l’inutilità produttiva degli onesti stessi. Dove la virtù è stata posta sugli altari perché, dopo essere stata vilipesa, fosse debitamente santificata. Un paese che è innamorato disperatamente della propria natura, a cui dedica poesie e musiche, per distruggerlo sistematicamente! Un paese che ha scoperto da sempre tutti i perché ed i per come. Usando inizialmente linguaggi leggibili da chiunque e proprio per questo è stato reso impossibile a tutti il leggerne: tempo dopo, i linguaggi si sono raffinati, e divenuti scientifici, sono ora compresi da pochi, il resto di tutti continua a navigare nei boschi della propria ignoranza. In pratica, in questo nostro paese non si muove foglia che chi corrompe non voglia! Ma di che paese sto mai parlando?
Del nostro, stupendo, meraviglioso ed incantato paese che è il nostro Mondo, la nostra Terra. Questo assurdo sasso dove la serena felicità dei suoi abitanti è costantemente messa nell’ impossibilità di realizzarsi, perché gli umani non vogliono essere felici!
Poi, mi sveglio in un alba radiosa e lo trovo stupefacente, questo nostro Paese.



martedì 4 marzo 2014

Porco mondo!

Uganda, Congo, Somalia, Sudan, Ucraina - Crimea, Siria, Israele - Palestina Venezuela e tanti, tantissimi altri Paesi in preda alla follia, una fazione contro l’altra e, spesso, in nome di un qualche dio che se ne guarda bene dal farsi vivo! Da noi un’altra forma di estrosità: l’enorme numero di persone addette all’amministrazione dei Comuni, delle Provincie, delle Regioni, una tale quantità di persone che, aritmetica alla mano, non è possibile soddisfare con lavori e stipendi decenti. Da una confusione globale ad un pasticcio locale. Su questa sintesi puerile aleggiano organizzazioni internazionali che dettano regolamenti astrusi in nome di principi economici inattuali ed inadatti ad offrire soluzioni adeguate ai nuovi modi di interpretazione della vita. Regolamenti, definiti etici e morali, sono, in realtà, dimostrazione di mancanza di idee costruttive.
La gente! Veramente fantastica e sotto certi aspetti, incredibile. Tre sacerdoti cristiani e, credo, ortodossi, filmati, mentre in Crimea benedicono dei carri armati russi! Ieri, non un secolo fa! Nella nostra piccola porzione di mondo, in un miserabile sudiciume, una persona tiene segregata in un appartamento, per otto anni un’altra persona, che ne è la figlia. Nessuno dei vicini di quella casa si accorge di niente. In un sottopassaggio di una stazione, una donna viene uccisa a coltellate. I motivi? Passionali, dicono gli inquirenti.
La guerra che, in Congo, viene da anni combattuta per corrispondenza tra i potentati mondiali, ha fatto milioni di morti. Salmodiando l’inno del “chi se ne frega”, altri potenti, affacciati ai loro balconi, predicano la pace, il perdono. Altri, seduti nei loro ricchissimi uffici, con splendide fanciulle sulle ginocchia, fabbricano armi e finanziano i predicatori!
Tra le sponde di questi balconi e di questi uffici, rumoreggiano onde alte di un mare di lacrime.
Una sonda spaziale viaggia a milioni di chilometri dal pianeta Terra con a bordo un disco, d’oro o di platino, su cui sono registrate immagini che dovrebbero suggerire l’esistenza di una splendida umanità al suono della nona di Beethoven, qui su questo pianeta chiamato Terra. Una fotografia mostra un essere umano piccolissimo, completamente disidratato, un piccolo scheletro semovente dalla pelle nera. Sotto la foto c’è scritto che con venticinque euro al mese puoi dare di che mangiare e studiare, per un anno, a quel bambino. Senza pensarci, sei disposto a versare quei venticinque euro; se ci pensi, non lo fai perché sai benissimo che di quei venticinque euro, a quel bambino non arriverà un bel niente, o quasi! Ma la tua coscienza si sarà scaricata da un peso. Una pubblicità televisiva ti istruisce su come, con l’uso di quella pomata, puoi cancellare le rughe. Nel caso in cui non ti stia debitamente eretto puoi usare una miracolosa pomatina! Un’altra ti indica come puoi consumare meno se sposti il tuo culo andando a gasolio o a gas invece che a benzina!
E poi che quel dolcino, prodotto industrialmente, è così buono che puoi permetterti di essere cattivo! Cattivo, chi, io?!
I problemi veri sono due.
Il primo: la Terra gira ad una tale velocità che, se ti prende la voglia di scendere, rischi di romperti il collo!
Secondo: nonostante i miei personali tentativi, io, porco mondo, continuo ad invecchiare! 

giovedì 5 dicembre 2013

Perché il mondo esiste? Di Jim Holt

Ne leggo la recensione su Domenica di  Il Sole24Ore. Lo compro. Divertendomi, lo leggo in poco più di una settimana! Nel frattempo lo consiglio ad alcuni amici che so curiosi come me. Diceva Leibnitz “ Pourquoi y-a-t-il quelque chose plutot que rien?” Perché c’è qualcosa anziché niente? Su questa domanda Holt costruisce la sua ricerca analizzando le risposte che la filosofia e la storia della scienza hanno dato, nel corso dei secoli, alla stessa domanda formulata in altri termini ancor prima che fosse posta dal filosofo tedesco. Contemporaneamente, Holt ha posto la stessa questione agli scienziati ed ai filosofi ed agli storici della scienza, oggi viventi. La contro copertina del libro definisce questa ricerca come fosse l’indagine di un detective che indaga per scovare il colpevole:  chi è, se c’è, l’autore di questo nostro mondo e del suo immenso contorno. Mi veniva, nel leggere la prima parte di questa opera, la sensazione di trovarmi di fronte non tanto  ad uno straordinario viaggio nella storia del pensiero umano, quanto ad un dottissimo “bignami” a tema!
In realtà si  tratta di una indagine difficilissima; resa ancora più complicata dalle migliaia di false piste disseminate durante il cammino. Piste dove la ricerca scientifica e pseudo scientifica, le varie interpretazioni religiose-filosofiche mettono costantemente i bastoni tra le ruote ogni volta che il mistero sembra chiarirsi. Riemerge ad ogni piè sospinto la stessa domanda: perché c’è quello che c’è e non c’è il nulla? Ogni risposta, come diceva Galileo, fa nascere una nuova domanda. Se c’è il nulla, questo nulla cos’è? E se siamo noi ad esserci, cosa siamo, visto che, se ci siamo, questo avviene nel tempo e nello spazio? Mi immaginavo, nel leggere Holt, il grande Marlowe che nel suo ufficietto, alle due di notte, all’ ennesimo “scotch” senza ghiaccio, riceve la biondona di turno, tutta cosce e puppe, che gli svela il mistero! Ma questo non succede nel libro di Holt. Accade invece che qualcuno si faccia domande estranianti e fondamentali. Una, per me, delle più fulminanti nasce dall’incontro con l’inglese David Deutsch,  considerato come uno dei pensatori più coraggiosi dell’oggi. Costui riflette su ciò che esiste: la parte che noi abitiamo non soltanto è minuscola, ma potrebbe essere poco, anzi pochissimo rappresentativa del tutto, facendoci un’idea parziale e distorta. Ci aveva già pensato Platone nella metafora della caverna! Deutsche rincara la dose: potrebbe persino darsi che noi stessi si esista in una realtà simulata, creata da esseri superiori …! Più oltre, il pensiero  di Sir Eddington (1928) recita che “ la sostanza del mondo è sostanza mentale” . Forse l’unica pista che Holt non batte è quella dei biologi che si occupano del cosmo, facendosi continuamente distogliere dalla sua educazione di base che lo porta a discutere con chi accusa un “Bene Assoluto” come autore di questo nostro cosmo. Concordo pienamente sulla  conclusione finale, quando l’investigatore, secondo me stancato dalla sua ricerca, offre la guancia al pensiero buddista. Un consiglio: dico sempre che leggere serve per capire. Ora sostengo che leggere il libro di Holt serve per aprire una propria investigazione!


giovedì 31 ottobre 2013

in che mondo viviamo?!


Se qualcuno lo sa o, per caso, è venuto a saperlo ... potrebbe cortesemente informarci?
Mentre si spendono miliardi di "soldi" per motivi talmente futili che di più non si può, alcuni terrestri instupiditi dal desiderio di vivere, almeno apparentemente, liberi,  muoiono di sete a bordo di un camion nel deserto del Sahara. Dall'altra parte del mondo un gruppetto di terrestri, grati al loro idolo-capo, tal Putin, grati soprattutto per aver pacificato la Cecenia, lo candidano al Nobel per la pace. Dicono abbia evitato la guerra contro la Siria ... in realtà sta recuperando le armi che aveva fornito a questa nazione che fu quattromila anni fa, patria della nostra civiltà. Dimenticandosene, subito dopo! In altra parte ci si diletta a sapere cosa si dicono un miliardo di esseri umani al telefono, per posta e ... nessuno si occupa della protesta mondiale dei piccioni viaggiatori rimasti senza lavoro. Proporrei ai deputati del nostro governo di occuparsi dei piccioni viaggiatori ora che hanno, con grande intelligente filosofia politica, risolto il gravissimo problema relativo ad un terrestre che non ha saputo e non  sa esattamente come comportarsi in una società civile; che però è stato bravissimo nell'arricchircisi dentro, riuscendo solo in parte a condizionarne la vita.! Ha, quest'ultimo, il vantaggio di non sentirsi solo a sapersi contornare di migliaia di cattivi servitori, più un paio di buoni,  e lo svantaggio di non potersi comportare come quel colonnello greco che, impugnando una pistola ed al grido di " abbasso l'intelligenza" instaurò una dittatura in Grecia, pochi anni fa. Quasi mi dispiace per lui, perché noi siamo, in questa parte della terra, abituati a svegliarci solo se ci sparano addosso. Ci è sempre bastato un frigorifero, una automobilina, ed adesso anche un computer più telefonino per definirci civilmente assuefatti. Ed era questo l'obbiettivo degli ottantatre terrestri trovati morti assiderati nel Sahara. Cerchiamo di essere giusti: ma sappiamo, o no, cosa succede a chi dal civilissimo Messico tenta di entrare nei civilissimi U.S.A? Niente morire di sete! Se è maschietto gli sparano addosso, se è femminuccia prima giudicano se è violentabile o no, è poi procedono con il solito e rituale benvenuto, che consiste alla fine nel gettare quell'inutile corpo in un fosso qualsiasi. Non si sta meglio in tante altre parti di questo globo terrestre: questa zattera che ruota intorno alla sua lampadina il cui calore non è affidato, pare, a società privatizzate ... Alcuni terrestri hanno sostenuto fino ad ieri che la manutenzione di tale lampadina fosse affidata al creatore di tale aggeggio. Allo stesso creatore. gli stessi terrestri, hanno poi addebitato tutto il resto dell'universo, solo perché così se la cavavano sbrigativamente per rispondere ad una semplice domanda che i più semplici bipedi si ponevano. E che, in sintesi, era: "perché?"
Già, perché? Non è che non esista una convincente risposta solo per la semplice ragione che la domanda sia posta in modo sbagliato!? Se così fosse questo giustificherebbe tutte quelle che sembrano le più fantastiche delle situazioni qui sopra enunciate! Ora, ci penso un po', ci rifletto sopra ... o mi conviene rifletterci sotto?! Oppure pensare sia vero che Phobos, il satellite di Marte, non sia un sasso ma un'astronave?! 

giovedì 24 ottobre 2013

Io ascolto …

Io  ascolto …

perché sono un buono e ti voglio proteggere dai cattivi. Questa è la giustificazione addotta. Se poi nell'ascoltarti trovo che hai scoperto in casa tua un immenso giacimento di petrolio e che vuoi tenertelo tutto per te, mi arrabbio a tal punto che vinco la “gara” per la sua estrazione! Oh! Ragazzi, noi si che ce ne intendiamo di democrazia, la esportiamo anche! All'alba di oggi mi domando come, quando, dove e se l’umanità riuscirà a guardarsi allo specchio senza scoppiare in una risata! Il governo pakistano protesta per l’uso dei droni in maniera indiscriminata: il padrone dei droni esibisce un documento segreto in cui il suddetto governo autorizza il padrone dei droni a giocare con i suoi aereoplanini dove vuole. Un autentico paraculo italico organizza una manifestazione per mandare tutti a quel paese, anzi in quel posto. Che potremo fare di più intelligente? Scoprire che da cinquant'anni incarceriamo più persone di quante potremo; che ci occorre una nuova legge elettorale … come se prima di questa fossimo riusciti a mandare al “Barlamento” chi di noi è stato più onesto, più bravo, più intelligente … e non ci ha ridotto così come siamo? Se avete qualche “più” che vi avanza, mettetecelo!
Secondo me non è vero che loro ascoltano. Si sentirebbero ridere sin da qui! Se ascoltassero realmente quello che ci diciamo o che scriviamo e soprattutto se lo capissero, avrebbero comportamenti meno balordi. Immagazzinano parole, dati, informazioni, realizzando il più formidabile spionaggio del mondo, un po’ come faceva Hitler che non ascoltava il suo organizzatissimo servizio segreto e andava dalla fattucchiera! La colpa non è loro. La colpa è nostra che crediamo a quello che dicono e che ogni tanto abbiamo bisogno di loro per liberarci dai cancri che ci costruiamo addosso. L’unica cosa che possiamo constatare è cosa vecchissima: la storia viene scritta da chi vince. E nessuno si mette mai a giudicare con cosa, usando quale arma si vince! Al limite, potremmo dire che chi perde se l’è voluta! Nel nostro terribile e micro mondo ho già sentito dire che quella bambina di Modena se l’è voluta, la violenza; mentre quei cinque straordinari idioti, tutti insieme, non hanno resistito … ma si può?! Come no! Anche perché a questi mostriciattoli alla fine basterà un pentimento e otterranno un perdono.
Usque tandem abutere patientam nostram … divulgatori di false democrazie, di religioni abnormi, di improbabili divinità, di ideali farlocchi, di falsità universali?!
E questo trillo cos'è?! Ah! Meno male è la sveglia!
Che brutto sogno stavo facendo.