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venerdì 15 agosto 2014

La vita è sogno. Da Pedro Calderon de la Barca



Più o meno all'alba, pensavo: da dove diavolo vengono le idee senza che, lucidamente, le si richiamino sul palcoscenico della mente? Di prima mattina ce l’avevo col mondo di quel cosiddetto sport, quello della palla, chiamato calcio, per l’immane quantità di denaro buttato al vento del lucro, mascherato, per l’appunto, con il nome di sport. Quasi sorridendo m’è venuto in mente un testo teatrale tanto famoso quanto poco rappresentato. L’ho cercato e trovato immediatamente tra i miei libri e con sorpresa ho subito notato la data in cui lo avevo letto per la prima volta. Allora, ero un ragazzino diciottenne e notavo, sulla controcopertina dei miei libri, il mio nome e la data in cui li avevo letti; in questo caso era il 1952! Una edizione Bompiani, con una traduzione di Gherardo Marone del 1927 ed una nuova introduzione dello stesso, del 1947. Certo dal 1635, anno di scrittura de “ La vita è sogno” al 1927, e poi al ’47, e quindi al ’52, anno della mia lettura, ad oggi, 15 agosto 2014, qualcuno potrebbe pensare che sia passato un bel po’ di tempo. Macché, meno, molto meno di un battito di ciglia!!!! Della straordinaria e tumultuosa vita dello spagnolo Don Pedro Calderon de la Barca se ne può leggere quel che si vuole in internet, senza alcun problema. Di cosa accadde tra il re di Polonia, Basilio e suo figlio, Sigismondo, raccontato in poesia dal Calderon, bisogna, invece, districarsi nelle parole del testo teatrale, dove i personaggi lottano contro quel fantasma che, molto più una volta di oggi, assillava l’umanità: il destino. Le armi, erano e sono quelle di sempre, dell’uomo: la religione, la fede, la filosofia, il potere, la ricchezza, la malvagità, i soprusi, le battaglie, contro quel destino che immaginiamo incomba, colpevole di tutti i misfatti, su di noi.
Per finire, nel dramma, con un gesto clamoroso per l’epoca, ed altrettanto inaspettato, un atto di  perdono.
Scrive ad un certo punto Calderon:” la vita è un pallido sogno, le cose e le persone che incontriamo sono fantasmi della nostra nobile immaginazione; il mondo intero, con le sue albe, i suoi tramonti, con le sue montagne e i suoi fiumi è una incessante creazione della nostra inestinguibile fantasia”.
Intuizione incredibilmente meravigliosa che gli uomini hanno espresso fin dal tempo dei tempi, in tutte le religioni e filosofie, dagli indù ai taoisti, opponendosi con pervicace cattiveria a questa unica realtà. E che, solo in questi anni, trova conferma degli studi di Enrico Bellone, di Carlo Rovelli e di tutti quegli scienziati che aprono gli occhi sulla realtà del nostro mondo. Senza dimenticare il grande Lucrezio, la cui conoscenza agli albori del ‘500, sconvolse il mondo, aprendo una squarcio di sole nel cattolico buio del medio evo!
Dice Sigismondo.” E l’esperienza ci insegna/ che quanto s’agita e muove/ è solo l’ombra di un sogno/la nostra folle illusione/Sogna il re che è re e vive/ in tale inganno regnando …. Che è la vita? Un delirio./ Che è la vita? Illusione. Una ombra ed una finzione,/ che tra le mani ci sfuma/ come una nuvola leggera/ quando il vento la disperda, perché un sogno è questa vita/ e anche i sogni, sogno sono.”
Se l’umanità resiste ancora qualche centinaia di anni, non dimenticando nel frattempo, di farsi tutto il male possibile, è quasi certo che assumerà il pensiero di Sigismondo come regola di vita e solo  in allora le albe ed i tramonti, i fiumi e le montagna ed in tutto questo, il genere umano potrebbe vivere rispettando ed amando se stesso.
Mentre mi sto rileggendo, in mattina avanzata, per l’ennesima volta “La vita è sogno”, per contraltare, mi sovviene nientemeno che Marylin Monroe, una intelligente e bella svampita, quando affermava che: “ dovendo piangere era meglio farlo seduta sua una Cadillac che su un marciapiede”.
Così mi si chiude il cerchio della mia antipatia per un certo mondo! Lui sogna di essere un allenatore milionario, e con lui sognano tre o quattro italiani! Ma si tratta solo di un sogno! Auguro a quei tre o quattro italiani che credono nel sogno di non imbattersi mai in un incubo, magari, chiamato Corea!!! Perché, loro tre o quattro piangeranno seduti su un marciapiede, mentre lui, forse, piangerà a bordo di una Rolls Royce!


giovedì 26 giugno 2014

Potrebbe non servire a niente ...

... scriverlo, qui o da un altra parte, né urlarlo da un balcone! Non serve a niente nemmeno invocare il risparmio di carta, di energia elettrica e neppure serve dire a chi di dovere che state  commettendo, per pura e banale scempiaggine, danni prolungati e difficilmente calcolabili da un punto di vista psichico! Non serve a niente dirvi che il cosiddetto calcio professionistico non è uno sport, ma solo e solamente uno spettacolo! Come lo era la battaglia tra gladiatori nell’antica Roma. Lì, c’erano più morti. Qui e purtroppo un morto, che stava a questo spettacolo con l’illusione che fosse uno sport.
La tragedia per  aver perso una partita rasenta il ridicolo. Gli attori di questo spettacolo, alcuni senza alcuna colpa da parte loro perché sono come innocenti infanti, lamentano parole e strafanno discorsi. Altri crollano come statuine di gesso, perché altro non erano. Se anch’io, a vent’anni, avessi un contratto di “lavoro” da undici milioni di euro ogni anno, e trovassi giornalisti e non, pronti a registrare ogni mia scorreggina, mi sentirei un dio! Non avrei certo il tempo di chiedermi che sarà di me a ottant’anni?! Quasi quasi lo invidio! Poi guardo i miei libri, quelli letti e quelli scritti; ripenso alla mia vita; ai miei figli, alle mie amicizie; a quelle antiche ed a quelle, straordinarie, del mio oggi ed auguro a questo ragazzo di essere felice come lo sono io! Anzi lo auguro a tutti i ragazzi del mondo! Soprattutto li invito a non perdere tempo dietro al niente, ma a darsi da fare per cercare di capire il tutto!!!
Se potessi, direi loro che il magnifico della vita di oggi è la possibilità, per tutti, di farsi una cultura, di leggere soprattutto la storia del nostro universo! Oggi, scrollati, da più di un secolo, falsi dei con tutti i loro corredi, si ha la possibilità di indagare la realtà della natura! Di ritornare ad un lontano passato in cui un pugno di uomini, dalle assolate spiagge del Mediterraneo, erano quasi arrivati, solo guardando le stelle ed il mare, a capire l’essenza delle cose! Oggi rinascono e vengono studiati. Loro hanno avuto ragione! Vi aspetta, ragazzi, un mondo favoloso in cui potrete vedere cosa c’è nella realtà della natura e sbeffeggiare tutti coloro che della loro vita ne fanno uno strepitoso guadagno sulle spalle di interi popoli. La loro fine sarà vicina se i giovani di oggi continueranno ad approfondire la loro conoscenza del mondo, evitando di ripopolare di falsi dei un nuovo ed inutile Olimpo.
Mi illudo? No! Non troppo!

martedì 6 maggio 2014

Partecipo anch’io


... alla bagarre di parole che in queste ore si sono rovesciate in ogni dove e da ogni parte. C’è persino chi ha visto nei fatti e fattacci di queste ore la fine dl mondo. Cavalieri e cavalcatori del niente hanno già recitato un requiem per la Repubblica. Abbiamo, in questo periodo, un governo che cerca spasmodicamente e con un certo criterio di affrontare la situazione interna, facendo vela in mezzo a bufere economiche e sociali nazionali e mondiali di cui se ne intravede appena il perché, ma non se ne indovina la fine. Per di più anche tra i sostenitori ufficiali di questo direttivo al governo basta uno starnutino fuori posto per alzare gli scudi contro se stessi. Secondo una prassi quasi secolare, in cui le genti della cosiddetta sinistra sono indiscussi campioni. All’opposizione uno straordinario Carro dei Tespi ( da Thespis, Icaria 566 a.C, poeta itinerante) su cui sono saltati i peggiori attorucoli che siano mai apparsi sulla scena. Alcuni condannati per delitti che vanno dall’omicidio al furto allo Stato ed altri che un minimo di decenza li riporterebbe sui banchi delle scuole elementari per insegnare loro di tutto! Educazione, ovviamente, compresa, a ritmi accelerati. In mezzo a questa combriccola si agitano personaggi di tutti i tipi. Da industriali illuminati, a intellettuali che hanno capito l’andazzo e ne tentano un raddrizzamento, a gente di grande pazienza e normalità, che assiste attonita al dipanarsi del presente che incombe su di loro come una tempesta in arrivo. I pulpiti grondano imbecilli di tutti i tipi. La parola imbecille va letta nella sua etimologia, dove il termine “baculus” va inteso come “supporto”, “bastone”. Cioè gente che non sa e non può appoggiarsi, nel proprio dire, a “bastoni” come possono essere “cultura – democrazia  - educazione - rispetto per le istituzioni” etc. etc. Niente bastoni: camminano alla cieca pestando la cacchina delle loro parole sparate a vanvera. Sotto questo drammatico, ma non serio, presente, i media disabituati da lungo tempo ad una critica che approfondisca gli avvenimenti, tartagliano un po’ a destra ed un po’ a sinistra, senza stigmatizzare le situazione di più estremo  ed a volte tragico ridicolo.
Manca un minimo senso di equilibrio.
Un minimo ma sostanziale, in proporzione, aumento di paga viene ostacolato e ridicolizzato, anziché tentare di applicarlo a tutte le categorie di disagiati tra cui i pensionati. Menestrelli canzonieri ricchissimi sparano cavolate; da questo coro si sente, stranamente, la mancanza della voce di protagonisti di quello che viene definito come lo sport più amato … bravi ragazzi, che in un giorno incassano, in un solo giorno, quanto un pensionato, che abbia lavorato tutta la vita, in un anno. Per ora incassano e stanno zitti. Quasi incredibile. Meno male. Forse avendo il dono del calcio non hanno quello della parola. Ci si muove miopi alla ricerca di un equilibrio sociale che deve essere trovato. Non solo qui da noi, ma ovunque. Questo cosiddetto e succitato sport esibirà tra breve i suoi eroi in Brasile. Qui già si sta preparando il campo perché la gente di laggiù si sta rendendo conto che i circenses non danno nè da mangiare nè progresso, nè civiltà. Sembra di essere ancora ai tempi di Ciro che, conquistata la Lidia, si accorse che i cittadini di Sardi erano indomabili e non avrebbe potuto conquistarli con la spada in mano. Così ordinò l’apertura in tutta la città di bordelli e  sale da gioco … in cui i cittadini della Lidia affogarono i loro dispiaceri … da Lidia a ludi!! Se l’origine di certe parole hanno senso!
Questo, secondo me, il quadro.
“Questo fenomeno di nucleo sintesi del big bang produsse solo gli elementi più leggeri della tavola periodica: molto elio (in massa, solo il 25% degli atomi dell’universo) quantità minori di litio e degli isotopi deuterio ed elio-3 ...”.
Stiamo riuscendo a scoprire come nacque l’universo o il multiuniverso …. E per il resto, forse la cosa peggiorerà ancora: il fondo da toccare è ancora invisibile in mezzo a tanta melma di banali interessi. Piano, piano si avvertirà un momento di risalita. Perché? Perché è nelle cose. Come nelle cose è la democrazia a venire. Nella storia si legge che abbiamo attraversato, magari senza una reale coscienza di massa, momenti terribilmente peggiori. Momenti in cui l’umanità ha rischiato pesantemente di scomparire. Oggi siamo lontani da questo pericolo, forse. Almeno di non incappare in un folle totale, e non ne mancano certo i semi. L’Italia si desterà, come recita il suo brutto inno nazionale, a cui va tutto il mio rispetto ed il mio applauso! Ci vorrà il tempo necessario perché la gente si scrolli dalle spalle i peggiori pesi che la opprimono e la affascinano, pifferai del nulla, e quindi prenda coscienza del proprio valore. Sarà forse frutto dell’attuale spinta del governo, che ho l’impressione abbia l’età per vedersi realizzato, o sarà per la spinta o lo spintone che gli darà la gente, ma sono convinto che ne usciremo.

martedì 25 giugno 2013

Dello sport del calcio

dal sito www.calcio-giocato.com
Mi piacerebbe poter telefonare al famoso, anzi famosissimo, signor Pelè, in Brasile, per dirgli quello che penso da moltissimo tempo! Ed è che a tantissima gente, forse molta di più di quanto lui immagini e di quanto i media ne scrivano del cosiddetto sport chiamato calcio, non gliene importa niente! A me, poi, meno che niente.
So che questa confessione non mi aiuterà a trovare amici. A volte, e magari spesso, meglio soli! Ora scandalizzerò qualcuno! L’attuale gioco del calcio, chiamato anche “sport”, sta per me allo sport come i Beattles stanno a Beethoven! Il calcio è  uno spettacolo, spesso poco edificante, di massa! Lo sport, quello vero, è stato contaminato dal piacere e dallo scommettere sugli esiti della competizione! E’, secondo me, sport, quando uno gareggia per superare se stesso e non per battere gli altri!  Per dare tali spettacoli molti governi trascurano di risolvere i bisogni più elementari dei loro elettori. Ad esempio, costruendo stadi fantascientifici ed organizzando faraoniche rassegne mondiali di tali spettacoli.
I nostri bravi ed antichi romani, che avevano già capito tutto, dicevano “panem et circenses” e non “ circenses et panem” : prima sfamare la gente  e poi offrirle divertimento. Il calcio è, solo secondo me, uno sport quando chi lo pratica lo fa per divertirsi. Quando, invece, lo fa per essere applaudito e  per guadagnare somme  favolose, sia investendoci che recitandoci, è solo spettacolo. Un giovane, assai giovane, poco più che ventenne, nostro concittadino, ottimo attore protagonista di questo spettacolo, viene retribuito con 4 milioni di euro all’anno. Più naturalmente, qualche spicciolo: diecimila euro al giorno!
Ovviamente, onore a lui, ed alla fortuna della sua vita!
Interi quartieri di grandi e rinomate città sono chiamati “favelas”. Quante “favelas” potrebbero essere abbattute ed al loro posto costruiti quartieri umanamente abitabili, con scuole, ospedali e via sognando? Poi dice che la gente s’incazza! La cronaca di questi giorni racconta, con esattamente queste parole “ … ed alla fine c’è scappato il morto”. Come “scappato”? E poi, sembra che non sia uno solo ad aver preso “la fuga”. Forse volevano dire che  esseri umani sono stati uccisi, hanno perso la vita, perché manifestavano per avere un po’ di giustizia?! Un po’ più di “panem” e magari meno “ circenses”. Senza che altri uomini, in divisa di Stato, sparino loro per questo motivo!
Dice, che lo si fa per la difesa dello sport. Come quella di far rischiare la vita a militari, addetti a ben altri compiti, per impedire che alcuni “poveretti” nelle platee di questi spettacoli, chiamati “stadi”, si scazzottino di santa ragione. Io li lascerei darsele! Invece schierano l’esercito in assetto di guerra, intorno a questi teatri.
Einstein aveva ragione nel credere alla infinita stupidità umana! 

Allora, caro signor Pelè, vuol ancora tentare di sedare gli animi, oppure come le hanno consigliato, occuparsi di poesia, standosene zitto! E voi, continuerete a chiamarlo “sport”?