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sabato 16 maggio 2015

Sul tempo nell'amore. Riflessioni



Credo di avere una fissazione! Leggendo ed indagando sulle cause della infelicità umana credo di averne scoperte alcune cause dovute ad una mala interpretazione della vita stessa. Sono quasi convinto che una diversa interpretazione della vita, dei suoi perché, renderebbero l'umanità più serena se non più felice. Ne sono talmente convinto che sono portato a pensare che non sia più una fissazione ma una certezza. Tanto che, liberato me stesso, o per lo meno, avviato il mio processo di liberazione, ho l'impressione di stare meglio; soprattutto con me stesso!Liberazione che prescinde da qualsiasi nirvana, e che rende valore alla vita stessa. La durata della vita e la conseguente angoscia che ci procuriamo per gli anni che passano. L'esaltazione di un periodo di vita chiamato gioventù rispetto a quel periodo di vita che indichiamo come vecchiaia, ad essere gentili , terza o quarta età. Il tutto legato a doppio filo con il concetto di produttività, di utilità. La gioventù è gioia, è sperimentazione, è voglia di vivere e di amare. La vecchiaia è, solo raramente, serena tristezza, declino, noia, tramonto. Prendiamo ad esempio questa parola: tramonto. Se potessimo pubblicare tante pagine su cui stia scritta solo questa parola, ne faremo una montagna alta così! Solo che il tramonto non esiste! Il tramonto non esiste perché il fatto che il nostro sistema solare si muova come si muove determina, senza nessun 'sentimento' l'alternarsi della luce con i buio, limitatamente alla piccola porzione di territorio abitata da ciascuno di noi. Una diversa interpretazione del tramonto toglie assimilazioni con nostalgia, tristezza ed altre romanticherie inutilmente dannose. Così anche il credere fermamente in tutte le catalogazioni che diamo alla nostra vita infarcendola di codici, leggi morali affilate al vento di mode diverse. In articolare quando queste impediscono il libero manifestarsi di sentimenti come, ad esempi, l'amore relegandone la realizzazione ad un limitatissimo periodo di vita.
Sena bisogno di citare Einstein e la sua certezza circa l'inesistenza del tempo, limitandoci a dare significati totalmente diversi alla cosa più bella del nostro vivere: la vita! Ho voluto esprimere questa idea attraverso la narrazioni di episodi di vita, in venitre piccoli racconti, quasi fossero metafore del vivere futuro! Il tutto raccolto per i tipi delle Edizioni Simple, dal titolo:
" Riflessioni sul tempo nell'amore."

Questo mio ultimo libro è acquistabile presso l'editore oppure, on line, i tutte le case editrici on line.

domenica 24 agosto 2014

Il senno del poi

Ho fatto una scoperta Il sogno è forse l’unica cosa che resterà nel nostro privato, a meno che non ne raccontiamo noi le vicende. Per fortuna i sogni sono così gelosi di se stessi che scompaiono al nostro risveglio! Stavo tentando di trattenere uno splendido sogno, che vigliaccone proprio sul più bello, stava svanendo quando ho visto, ad occhi chiusi, passare un ombra. L’ho guardata e l’ombra, sorpresa di essere stata scoperta, si è fermata un attimo. Sorridendo, quasi scusandosi, ha accennato ad un saluto. Le ho subito chiesto chi diavolo fosse e se potesse fermarsi un attimo. Gentile ed affettuosa, sempre sorridendo, si è seduta sull’orlo del letto.
Chi sei? Ho ripetuto la domanda.
Sono il senno del poi! Mi ha sussurrato.
Ma dai! Che dici? Il senno del poi! E dove stavi andando?
Come puoi immaginare, sto andando … dopo!
Dopo? E dov’è questo dopo?
Mi sembri ingenuo! Dopo è un posto che viene un bel po’ dopo del prima.
Bella risposta! E che ci vai a fare?
Come sempre, vado a giustificare l’oggi.
Credo di aver capito, sei quella forma di saggezza con cui ci giudichiamo con la bonarietà di chi è sicuro che ciò che abbiamo fatto non è del tutto di nostra responsabilità! E’ questo il tuo compito,  il tuo essere, vero?
Potrebbe esserlo. Anzi, è questo quello che mi attribuite e che mi attribuirete finché dura questo vostro … modus vivendi!
Questa la capisco poco, anzi te ne chiedo una spiegazione!
Ve la aveva data Cesare Zavattini, un piccolo grandissimo pensatore, quando si chiedeva dove lui fosse quando gli accadevano le cose che gli stavano accadendo!
Già, la ricordo! A proposito: io dove sono quando faccio quello che faccio?
In quel inutile cavolo di un presente infarcito del giudizio che dai sul tuo passato, grazie anche al uso che fai di me  e gettato nella prospettiva dell’immagine che ti stai facendo sul tuo futuro!
Cosi detta si tratta di un attimo! Un presente che non dura niente!
Vedi, se non stai ancora sognando, ci sei arrivato da solo! Il tempo che vivi non è fatto di presente, futuro e passato. A questo tempo devi dare un altro nome, se lo vuoi vivere senza dover ricorrere a me!
Fantastico! E che nome potrei dargli?

( una voce fuori campo)

Ehi! Dormiglione! Che fai oggi! Non ti vuoi svegliare, lo sai che sono le otto?!


lunedì 20 gennaio 2014

Perché ti amo, quantisticamente parlando

Perché ti amo

"La realtà è tessuta di eventi granulari: tra un evento e l'altro spazio, tempo, materia ed energia sono sciolti in una nuvola di probabilità. Appare una struttura elementare del mondo in cui non esiste spazio, tempo, generata da un pullulare di eventi quantistici!" Il che, osserva Carlo Rovelli nel suo libro " La realtà non é come ci appare", è cosa ben diversa da come hanno voluto insegnarcela a scuola. Lo scriveva anche Enrico Bellone nel suo ultimo libro e lo stanno scrivendo gran parte degli scienziati via via che si addentrano nello studio e nella scoperta di ciò che ci circonda e di ciò in cui viviamo.Se così stanno le cose e pare proprio che così stiano, dico che, forse, varrebbe la pena descrivere di nuovo ed in maniera più aderente alla realtà, cosa sia questa vita e già che ci siamo, cercare nuovamente i tanti perché che fin'ora ci hanno e continuano a travolgersi con tutte le loro inutili sofferenze, con qualche piccola gioia Mi vengono in mente alcuni nomi: nascita e morte, le tante inquisizioni, gli amori ed i tradimenti, le passioni, la politica, le banche, le truffe finanziarie che sconvolgono l'economia, l'economia stessa, le guerre, gli odi razziali, i bianchi i neri i rossi ed i gialli ... ma poi su tutte queste " gioie" che hanno allietato l'umanità dalla sua origine ad oggi, qualcuno, cortesemente, mi spieghi " perché ti amo!".Che tipo di evento probabilistico ha soffiato sulla mia nube quantistica al punto tale che i miei sogni ( quantistici pure loro) si sono impregnati della tua immagine, e ricevono luce dal tuo sorriso? A che gioco giocano tutti quei soloni che fino ad oggi hanno pontificato dai loro pulpiti sulla eticità, sulla moralità e  chi più ce ne ha più ce ne metta!
Che gli uomini incatenati in fondo alla platonica grotta, una volta liberati abbiano voglia di tornarsene al buio si giustifica con la paura della luce e della conoscenza. Tra non sapere cosa si è e perché lo si è, alcuni - qualche miliardo di esseri umani- si illudono di essere quello che, forse, non sono. Non solo gli scienziati ma anche i poeti lo avevano intuito: da Democrito a Lucrezio fino a Calderon de la Barca " Sogna il re che è re ed in tale inganno vive sognando" ( o regnando). Il dubbio arrovella l'animo fin da quando si è accorto che non erano le risposte insufficienti e fallaci ma le domande erano poste in modo da essere falsamente accontentate. Già! Il primo uomo lo aveva chiesto al suo creatore. e Lui gli aveva risposto che la sua funzione era quella di dare nome alle cose! L'ometto ci aveva preso gusto ed invece di arrostire il serpente si era pappato la mela ( curioso della conoscenza) e s'era inventato un vocabolario intero, quasi tutto sbagliato. In base al teorema scientifico che indica come il gatto si morda la goda, qualcuno, di buona volontà e di sicura conoscenza scientifica mi spieghi il " perchè ti amo!". Sentitamente, ringrazio!

giovedì 2 gennaio 2014

Anno nuovo, vita vecchia

Meglio sarebbe scrivere, vita sempre “più”  vecchia. Mi consolo ricordando Einstein che sosteneva l’inesistenza del tempo. Non mi consola il pensare alla probabilità che anch’io, nonostante me stesso, non esista, e non sia esistito, in realtà! Di fatto l’altra notte guardando dei piccolissimi nipotini giocare sul tappeto entusiasti all’idea di stare tra i grandi in un’ora molto insolita per loro, osservavo una di loro, una bambina di tre anni, deliziosamente sorridente. Tre anni nel 2014. Vale a dire che la stessa bambina, nonostante l’inesistenza del tempo, tra settantacinque anni, potrebbe guardare con la mia stessa gioia, una sua nipotina di poco più di tre anni, giocare sulla stesso tappeto in attesa dello scoccare del 2089! Sullo stesso tappeto, di poco più antico, con giochi forse diversi. Anche se questa ex bambina penserà i miei pensieri , io, e non solo io, non ci sarò più! E, allora? Allora, niente! Consolante l’ipotesi che io potrei non essere mai esistito realmente e quindi … sarebbe inutile pensare che nel 2089 non ci sarò più! Forse, anche prima!
Mi dispiacerà?
Confesso di si! Mi mancheranno alcune “cose”: la doccia mattutina, subito dopo un bel caffè amaro; l’uscire di casa e respirare l’aria … si!....abbastanza pura, in mezzo agli ulivi; la dolcezza della mia compagna, i miei ed i loro figli … e poi … mi mancherà la gioia dell’innamorarmi improvvisamente di una stupenda creatura mai vista fino a quel momento! Quante volte mi sono innamorato nella mia lunga non-esistenza?! Per rispondere correttamente ci vorrebbe un astrofisico! Di quelli abituati a contare le stelle! Il mio innamorarmi sta nello stupore che mi nasce nel cuore alla visione di un bel volto, di una bella bocca sorridente, di occhi luminosi che sprizzano gioia di vivere! Tutto questo mi turba pensando che, forse, sia io, che quello che ammiro stupito, non esistiamo, siamo solo il frutto di una abitudine a dare nome e disegno ad un ammasso di atomi che casualmente ruotano fino a manifestarsi in tanta meravigliosa apparenza!
E, se anche così fosse, a me cosa potrebbe importare? Forse mi annoia l’idea che l’uso e la consuetudine abbiano, nel corso dei millenni, impedito a queste bellissime immagini di corrermi tra le braccia, tutte le volte che me ne innamoro. Che barbarie! L’idea, poi, che le apparizioni meravigliose che mi affascinano s’innamorino di me, così a prima vista ( ed anche a seconda e terza vista)  non mi crea nessuna angoscia, né me ne creerà nel 2089!
Fin d’ora, nel caso io, nel 2089, non ci fossi più …  mi sia permesso esprimere a tutte le creature di cui mi sono innamorato ed a tutte quelle di cui potrei, da adesso ad allora, innamorarmi, esprimere dicevo i miei migliori auguri per una loro vita felice, con un caldissimo abbraccio ed un lungo appassionato bacio!
E già che ci sono, ( almeno per ora) fare anche a me stesso, di vivo cuore, gli auguri più affettuosi per l’anno nuovo e per la mia nuova e vecchia vita!

lunedì 29 luglio 2013

compleanno

Compleanno

Dici, una festa, la mia
vederti è sempre una festa
poi aggiungi, ho più di trentanni
ecco la novità

anni, il tempo, festa di cosa inesistente
invenzione diabolicamente umana

sorridi,
pensi che io sia gentile, ma la realtà

tutti i saggi concordano che
la specificità del reale
consiste nella sua non essenza

ne vuoi una riprova

guarda qui dentro
nel mio cuore s’intende,
ed ecco come sei
come sarai
per le prossime età

senza e bellissima