Visualizzazione post con etichetta demos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta demos. Mostra tutti i post

martedì 4 febbraio 2014

Se io fossi la Storia …

Innanzitutto apparterrei al sesso femminile, e come tale oggi mi presenterei con in braccio la mia bella figliolina, che dopo millenni di gestazione è nata da pochissimo e, purtroppo, ancora neonata mi sta morendo! Vorrei apparire come la contadina che avanza nel quadro di Pellizza da Volpedo.
Intanto non permetterei alla mia bimba di morire da sola, prima di me, e mi organizzerei per un bel suicidio! Ma prima di questo salubre gesto vorrei lasciare scritto, in un ipotetico testamento che nessuno leggerà esattamente con la stessa incuria e prosopopea con cui sono trattata, le ragioni di tutto questo! Io, maestra?! Ma di che o di chi?! Con tutto il rispetto per il lavoro dei veri maestri che riescono ad insegnare qualcosa, io che sono vecchissima, non ho insegnato niente a nessuno! Anche se tutti, e dico tutti, si vantano di avermi avuta come maestra. L’unica cosa che con tanta fatica sono riuscita a far nascere, con una gestazione senza tempo e spazio, è questa bambina! A lei ho dato un nome che fosse una speranza, amata da tutti gli esseri umani, quelli giusti, sereni, amanti curiosi e sinceri della loro vita in questa casuale natura. L’ho voluta chiamare “democrazia”! 
Furono organizzate feste grandiose per la sua nascita. E, con mia grande gioia, nessuna delle grandi correnti religiose, mono o pluri teiste, volle partecipare a questa festa grandissima. Ai suoi primi vagiti alcuni popoli di grande tradizione culturale vollero prendersela tra le braccia e sbaciucchiarmela tutta. Ne ero orgogliosa e felice. Tanto che in suo nome molti popoli si dettero nuove leggi e nuovi governi. Io vidi e lessi con piacere che si definivano appassionati della mia creaturina, cioè democratici!
Adesso quelli stessi popoli, non credendo in se stessi per la semplice ragione che non sapevano niente di me né volevano saperne, si sono cosi appassionati al “kratein” della mia bambina da dimenticarsi completamente il “demos”. La mia bimba cresce da un lato e deperisce dall’altro. Il lato che deperisce è il più poveramente semplice, quello abituato ad applaudire il primo imbecille furbastro che salito sui propri tacchi, cerca di mutarmi e trasformare la mia bimba abituandola, fin da piccola, ad essere una straordinaria e bellissima puttana!
Non lo permetterò! Il “demos”, tradito dai propri governanti che gli hanno tolto limiti e frontiere rendendo il mondo un unico giardino, si è illuso di godere la libertà di poter camminare sull'erba fresca, mentre loro, i “kratein”, continuano ad accumulare prodotti su prodotti, camminando e calpestando la testa dei “demos”, senza capire che i vecchi sistemi di accumulo di capitali non sono più di moda, non sono più plausibili.
Il povero corpicino della mia bimba, la parte “demos”, per cercare di reagire si schiera con chi fin’ora l’ha sfruttata, ed avrebbe deciso di far crescere di più il suo braccio destro, facendolo agitare stupidamente, senza ricordare di cosa storicamente per l’appunto, è stato capace di fare. L’ho sorpresa ad alzarlo sopra la testa per salutare non so chi.
Eccoci alla mia decisione: la Storia scompare e con essa tutti i suoi figli, passati, presenti e ovviamente futuri, la mia adorata bimbina compresa!

Non resta che la Geografia … ed anche questa non gode una grande salute!

giovedì 4 luglio 2013

Fratelli … coltelli

dal sito www.madgrin.com
Secondo me, quello che ha realmente spaventato tutti i governi della terra, sia quelli democratici veri che quelli democratici per finta, non è stato il cataclisma egiziano. Ma la quantità incredibile di gente che, scesa in piazza per tanti giorni di fila, ha mandato a casa il fratello maggiore dei fratelli al potere. La cosa di per sé, che purtroppo è costata tanti lutti, dovrebbe far riflettere tutte quelle famiglie che vanno al governo di qualche Paese, sia che si facciano scudo delle loro presunte credenze religiose o di altre strampalate ideologie e cercano d’imporre a chi non gli è parente o non la pensa come loro, metodi dittatoriali di governo. Il popolo egiziano ha detto loro che è l’ora di farla finita! Sia lode al popolo egiziano, che è fatto, come tutti gli altri popoli della Terra, di uomini e donne … che desiderano alla loro guida uomini che credano, unicamente, in loro!

giovedì 6 giugno 2013

L’invenzione delle parole

La libertà che guida il popolo, dipinto da Delacroix nel 1830 - Foto Corbis Images
Se si potesse brevettare, senza scadenza, l’invenzione delle parole, la Grecia moderna, grazie a quella antica, sarebbe straricca! Una per tutte: democrazia! In alternativa ad oligocrazia. Ci sono volute diverse centinaia di anni per far capire agli oligarchi, alcuni tali per volontà di un qualche dio, che con la democrazia, loro stessi, si sarebbero sentiti più sicuri e più ricchi. Solo da un paio di secoli, nel mondo, si è sviluppato questo bisogno di democrazia. In sostanza, oggi, il mondo è governato da una oligarchia eletta più o meno democraticamente! Questo perché la democrazia non è una piazza grande e poi grande, ma è solo una strada che l’umanità ha, in parte, imboccato e sulla quale sta facendo i primi tiepidi passi. Per camminare meno barcollante ha bisogno di maggior sicurezza di se. Il che avverrà solo col tempo, che è un grande trasportatore di conoscenza e coscienza. Si diceva: “ma quella piazza era, una volta, gremita da otto milioni di baionette!”. C’era il consenso e l’applauso del demos! Finché quello stesso demos non si è accorto che, su quelle baionette, c’era seduto sopra. Oggi ancora si parla - e giustamente, nei limiti di una presa di coscienza ancora agli albori - di voto popolare. Dicevo, una strada che l’umanità ha imparato da pochi anni a percorrere, senza ancora conoscerne e prendere coscienza del codice che ne regola il traffico! Oppure, quando lo ignora volutamente, si avvale dello stesso applauso a cui prima si accennava. Ma, finché c’è vita … ci sarà democrazia!